L’Angolo del counselor. Le rappresentazioni sociali: “ponte” tra sociologia e psicologia

Claudia Muccinelli Counselor

Un interessante campo di studi della psicologia, è quello della psicologia sociale, intesa come studio dei processi di pensiero che determinano il modo con il quale gli individui comprendono l’ambiente in cui vivono, e di conseguenza, orientano il loro comportamento.
Un argomento approfondito dalla psicologia sociale, è quello delle rappresentazioni sociali, intese come quelle credenze, condivise da tutta la società, che danno un senso comune a fenomeni e a situazioni che appaiono essere al di fuori della mentalità corrente, e che altrimenti sarebbero difficilmente spiegabili ed interpretabili.
Con la sua Teoria delle Rappresentazioni Sociali, degli anni ’50, Serge Moscovici va ad esaminare i modi ed i processi, tramite i quali dei fenomeni rilevanti, diventano rappresentazioni sociali; vengono individuati dei processi fondamentaliAncoraggio, a seguito del quale un elemento che non ci è familiare, viene “ancorato” a qualcosa che già conosciamo, per introdurlo in una categoria che ci è nota, e diminuire quindi la paura dell’ignoto.  Si può citare l’esempio della psicanalisi, che, nella Francia degli anni ’50, viene assimilata alla confessione, proprio in seguito all’ancoraggio  (io non “conosco” la psicanalisi, in quanto elemento ignoto può farmi paura, e quindi, per diminuire la paura, vado a cercare delle somiglianze con qualcosa che già mi è noto, come la confessione religiosa); l’ancoraggio si effettua spesso tramite la oggettivazione, cioè si cerca di tradurre, in termini oggettivi, questo nuovo elemento, che è ancora da categorizzare.  L’oggettivazione può avvenire tramite la naturalizzazione (quello che era astratto, diventa logico e tangibile), tramite la personificazione (la ricerca di una persona, che funge quindi da simbolo di questa nuova entità), o tramite la figurazione  (si traduce il nuovo elemento, con l’aiuto di metafore o di immagini).
La rappresentazione sociale serve a rendere familiare qualcosa che ci appare come estraneo: eliminando la parte più inquietante e più pericolosa, della entità estranea, questa può venire accettata come qualcosa di nuovo ma non di potenzialmente nocivo, e, in questo modo, può venire integrata nel modo di pensare comune, andando a sua volta quindi a modificare la rappresentazione sociale stessa. 

Claudia Muccinelli
Counselor

 

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