Roberto Di Stefano (foto tratta da facebook)

Il neo sindaco Di Stefano risponde alle domande dello Specchio

Il regalo più gradito lo ha ricevuto questa mattina dai suoi due bambini. “Un bellissimo disegno con su scritto “papà sindaco” e disegnati mamma, papà e loro due”.  E’ stato un dolce risveglio per Roberto Di Stefano, neo sindaco del Comune di Sesto San Giovanni dopo il ballottaggio che lo ha visto vincere con il 58,63 per cento delle preferenze (contro il 41,37 per cento della coalizione di centrosinistra di Monica Chittò) anche grazie al decisivo apparentamento con le liste civiche di Gianpaolo Caponi.
Stanco ma ancora emozionato, risponde alle domande dello Specchio di Sesto poco dopo la conclusione della conferenza stampa presso la sede elettorale di piazza Resistenza.
Cosa si prova a espugnare il palazzetto comunale dopo oltre 70 anni di governo di centrosinistra?
Euforia sicuramente, dopo 72 anni espugnare la roccaforte della sinistra ha un volere storico simbolico fortissimo ma anche affettivo per me che a Sesto sono cresciuto, e da dieci anni come consigliere comunale all’opposizione ho portato avanti numerose battaglie. Finalmente c’è la possibilità di intervenire concretamente in quelli che sono i problemi e fornire risposte.
Allora questo modello di centrodestra allargato funziona?
E’ un modello che funziona perché ha saputo intercettare lo scontento e i problemi dei cittadini. Un modello di politica e campagna elettorale differente da quello della sinistra. Noi siamo partiti cinque anni fa che eravamo in pochi a organizzare gazebo per raccogliere firme sui vari problemi che stava creando questa amministrazione comunale. Ci siamo ritrovati dopo cinque anni a essere maggioranza sul territorio con quasi il 60 per cento dei consensi. Siamo sempre stati tra la gente, a differenza della sinistra che si è chiusa nel palazzo, ha autoimposto delle decisioni, spesso in maniera autoreferenziale, senza confrontarsi con i cittadini e ne ha pagato lo scotto in questo contesto.
Il malcontento principale riscontrato tra i cittadini in questi anni di gazebo e in queste settimane di campagna elettorale?
Il malcontento principale era riferito alla mancanza di attenzione a temi come la sicurezza e la lotta al degrado. Senza sottovalutare i servizi quotidiani come la manutenzione delle strade e del verde. Ma anche progetti più strutturati affrontati in maniera ideologica come può essere la moschea, l’abbandono degli impianti sportivi, la ristrutturazione degli impianti scolastici e il problema delle case popolari, ovvero la necessità di mettere nella politica abitativa prima la persona, la famiglia e anche, consentitemi di dirlo, la sestesità, ovvero valutare da quanto tempo una persona è sul territorio e che sia un valore aggiunto e non un discrimine.
La prima telefonata ricevuta e la più inattesa?
La prima telefonata è stata quella di mia moglie (Silvia Sardone, coordinatrice di FI, ndr), che era al comitato elettorale e mi ha detto: lascia stare il controllo delle schede al seggio, hai già vinto, vieni qui! La più inattesa quella di Silvio Berlusconi e Matteo Salvini che si sono complimentati. Con Monica (il sindaco uscente, Monica Chittò, ndr) ci siamo sentiti poco dopo quando sono salito in Comune. Una telefonata veloce in cui mi ha fatto le congratulazioni. E stamattina ero già in Comune a parlare con il segretario comunale e a vedere i primi atti, per iniziare a impostare il lavoro sul territorio.
Domani ci sarà la proclamazione del sindaco, quindi partirà l’iter per la nomina della giunta. Ci può dare qualche anticipazione?
L’identikit dell’assessore tipo l’ho già definito, in giunta devono esserci persone del territorio, che comunque hanno un certo consenso e sono competenti in materia. Ho già tirato fuori un nome per dare significato a questo identikit: Angela Tittaferrante, consigliere comunale uscente di Sesto nel Cuore, molto attiva nel volontariato e nell’associazionismo. E’ molto operativa in Caritas e attenta ai bisogni del Decanato, ed è stata premiata di recente con il Premio Torretta per il lavoro con il Comitato per il presepe. Ecco questo tipo di profilo noi inseriremo nella nostra giunta.
Lasciamo Di Stefano al suo primo giorno da sindaco e ai numerosi impegni che lo attendono. Domani intanto in piazza Petazzi si festeggerà la vittoria.

Francesca Paciulli

 

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