Coda di campagna elettorale tra lettere a tappeto e querele

Partita in sordina si è scaldata sul finale la campagna elettorale delle amministrative del Comune di Sesto San Giovanni. Domenica 25 giugno si vota per l’elezione del sindaco e il rinnovo del consiglio comunale e negli ultimi giorni i due candidati sindaco, Monica Chittò (centrosinistra) e Roberto Di Stefano (centrodestra), hanno moltiplicato gli appuntamenti e scoperto tutte le carte.
Comizi nelle piazze con i big dei partiti (Chittò ha portato a Sesto, in poco meno di sette giorni, Sala, Pisapia e Veltroni, Di Stefano ha rilanciato con Maroni, Gelmini, Meloni, Beccalossi e la star del giornalismo Mediaset Del Debbio).
E ancora lettere di invito al voto come se piovesse: il sindaco uscente ne ha inviate “a tappeto” persino a numerosi cittadini sestesi scomparsi da anni (e sulle pagine di segnalazioni su facebook i commenti a volte indignati, altre sarcastici si sprecano: “Non si è mai fatta vedere dalla gente in questi anni e ora vuole resuscitare anche i morti per farsi votare … Già che c’è potrebbe anche mandare anche le lettere ai cani, gatti, topi…”).
E ancora deprecabili atti vandalici da parte di ignoti che strappano i manifesti elettorali e bucano – per due volte in poche ore – le gomme dell’auto di un candidati al primo turno della lista civica Sesto nel Cuore apparentata con Di Stefano (il coordinatore dei gruppi sicurezza su whatsapp Paolo Rosellini).
Insomma una
coda di campagna elettorale dai toni accesi che non risparmia querele e denunce. Ieri sera nell’incontro con Walter Veltroni in piazza Trento e Trieste l’annuncio del sindaco Chittò: «Questa mattina ho sporto denuncia per querela contro tutte le persone che in questi mesi hanno invaso la mia intimità e quella della mia famiglia, quelli che insinuano sulla mia vita privata, e lo ho fatto per tutte le donne di Sesto che hanno diritto di governare senza essere intimidite. Nei confronti delle donne si è usato un linguaggio che non si sentiva da anni».
Non è da meno Roberto Di Stefano che, ieri mattina, ha denunciato per diffamazione il sindaco Chittò. «Non pensavo di dover arrivare a questo punto – afferma Di Stefano -. Ma per difendere non tanto la mia reputazione, quanto l’onorabilità dei sestesi che mi hanno votato e torneranno a votarmi al ballottaggio, vi comunico che ho denunciato per diffamazione il sindaco Chittò che dice cose ridicole e false su di me. Tornando alle sue accuse come già ribadito più volte, con documenti alla mano già pubblicati online, non sono indagato e ho la fedina penale pulita. Si parla di alcuni chiarimenti richiesti dalla Corte dei Conti per una vicenda di 6 anni fa a cui ho già risposto mesi fa e per la quale non c’è stata alcuna conseguenza».
Dalle accuse alla festa di campagna elettorale: due in serata gli appuntamenti. Roberto Di Stefano sarà in piazza Oldrini, dalle 20,30, insieme a Gianpaolo Caponi. Mentre Monica Chittò aspetterà i sestesi in piazza Petazzi, dalle 20 alle 23, in compagnia di Antonio Pizzinato e del ministro Maurizio Martina.

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