Chittò e Di Stefano rispondono ai quesiti di Comitato Cascina Gatti e ass. Sottocorno

Monica Chittò
Roberto Di Stefano

Nei giorni scorsi il Comitato Cascina Gatti e l’associazione Sottocorno hanno condiviso con noi e con i lettori dieci quesiti inviati ai candidati sindaco di Sesto Sesto San Giovanni, Monica Chittò (centrosinistra) e Roberto Di Stefano (centrodestra). Di seguito le dieci domande e le risposte dei due candidati in corsa al ballottaggio di domenica 25 giugno.

1 – Indagine epidemiologica. Visto che Regione Lombardia, circa 1 anno fa, si è formalmente impegnata ad attivare un servizio strutturato di monitoraggio epidemiologico al fine di tenere sotto controllo i casi/evento presenti in regione e, inoltre, visto che il distretto Cologno M./Sesto San Giovanni ad oggi non è ancora coperto da tale monitoraggio, né tanto meno dal registro tumori, Le chiediamo, nella Sua qualità di candidato sindaco, come intende procedere e di quali strumenti intende dotare l’Amministrazione, al fine di tenere costantemente controllata la situazione sanitaria di Sesto, gestirne le cause che determinano condizioni di rischio e pericolo, e come intende trovare le soluzioni da adottare.

M.C. Trovo molto grave che il registro tumori non sia stato ancora istituito. Non lo può fare il Comune, ma come Sindaco continuerò a sollecitare la Regione e l’ASST (ex Azienda Sanitaria) perchè lo attivino, con connessa indagine epidemiologica. La mia insistenza sarà uguale a quella che ho messo nell’affrontare il tema dell’interramento dell’elettrodotto che, con il finanziamento ottenuto insieme a Città Metropolitana, si avvia a soluzione.

R.DS. Ci impegneremo a rendere effettivo questo servizio, realizzando una collaborazione fra Ast, ospedali, istituzioni regionali e coinvolgendo anche i comuni limitrofi. Quello che si desidera ottenere è non solo una mappatura delle patologie (tumorali incluse) ma soprattutto una mappatura delle aree ove si dovessero verificare picchi anomali, per poter intervenire con bonifiche o altro strumento idoneo a risolvere l’eventuale problema ambientale. 

2 – Casello presente sulla A52. Premesso che è prossima la scadenza della convenzione sottoscritta dal Comune di Sesto (convenzione che non ha portato nessun beneficio ai residenti), relativa a questa struttura e considerato l’enorme traffico di attraversamento, che interessa il Quartiere 5, è logico e conseguente chiederle come pensa di affrontare il problema.

M.C. La mia Giunta ha ripreso in esame le convenzioni, predisposte con Serravalle nei primi anni 2000 ma mai sottoscritte, riguardanti sia le opere di compensazione conseguenti alla realizzazione del casello (alcune delle quali, ad esempio quelle riguardanti il quartiere Pelucca, poi comunque realizzate), sia aspetti più propriamente demaniali (passaggi di proprietà). Di concerto con Serravalle spa abbiamo ridefinito le opere di compensazione chiedendo che venga confermato l’impegno alla realizzazione di un percorso ciclabile di collegamento fra Sesto e Cologno e la messa in sicurezza del percorso pedonale del Ponte di Via San Maurizio al Lambro. Circa il casello esistente, abbiamo concordato con Serravalle spa che la nostra città sarà scelta come primo campo di sperimentazione per la posa sulla tangenziale dei pedaggi automatici sperimentati con successo sulla Pedemontana, che possono almeno disincentivare il comportamento di coloro che escono in città per evitare il pedaggio. Quanto al il flusso di automobili che si riversa in città quando la tangenziale est o la tangenziale nord vanno in tilt per un qualsiasi motivo, il mio impegno sarà quello di evitare che il traffico di attraversamento si riversi in una zona specifica della città, utilizzando tutti gli interventi stradali possibili (semafori, incroci..).

R.DS. Ovviamente con una revisione dei percorsi dei mezzi pubblici, per disincentivare il più possibile il traffico locale cittadino. Per ovviare al traffico di attraversamento abbiamo già in programma l’attuazione di una ztl (zona a traffico limitato, ndr) con facilitazioni ai residenti.

3 – Inquinamento dell’aria. Al fine di tentare di limitare l’inquinamento locale, è favorevole ad una consistente piantumazione, che fiancheggi tangenziali e grandi vie di scorrimento sul territorio di Sesto, e quali altre iniziative ritiene di dover attuare per limitare la cittadinanza all’esposizione agli inquinanti?

M.C. Sono assolutamente favorevole a piantumazioni specifiche a fianco delle tangenziali e delle vie di grande scorrimento. Nuovi parchi (Bergamella, appena inaugurato, il futuro grande Parco Urbano sulle ex aree Falck) aiuteranno a migliorare la qualità dell’aria. Accanto a questo intervento, m’impegno a favorire la mobilità dolce, sostitutiva almeno in parte delle automobili: piste ciclabili connesse con le stazioni della Metropolitana e loro potenziamento, istituzione del servizio di bike sharing e potenziamento del servizio di car sharing sono gli interventi che attiverò da subito. L’elemento centrale è comunque quello delle politiche di risparmio ed efficientamento energetico.

R.DS. Ovviamente siamo favorevoli alla piantumazione ma vogliamo fare di più. Abbiamo già presentato in passato una mozione (approvata ma mai attuata) per l’installazione di due centraline di monitoraggio dell’aria in Via Pisa e Via Marx.

 4 – Inceneritore via Manin. Visto l’approssimarsi della scadenza del relativo mutuo, l’inceneritore continua a rappresentare un problema per la salute dei Cittadini e per l’ambiente. Le chiediamo quale soluzione si impegna a sostenere, invitandola a spiegare valutazioni, percorsi e tempistiche.

M.C. L’inceneritore va chiuso entro il 2019, anno della scadenza dei mutui: il CORE, che lo gestisce, d’accordo con il nostro Comune e con gli altri comuni soci, ha incaricato CAP Holding di realizare uno studio entro quest’anno per sostituirlo con un polo tecnologico e di ricerca e una bioraffineria verde. Lavorerò perchè entro la fine dell’anno si assuma insieme agli altri comuni soci la decisione di spegnimento, da realizzare nei tempi più contenuti possibile. Ci tengo a ribadire che non rappresenta un problema per la salute: la nostra è una scelta ambientale, finalizzata ad aumentare il recupero dei rifiuti.

R.DS. L’inceneritore è obsoleto e con la legge regionale rientra già nella categoria degli impianti da chiudere o riconvertire. Noi siamo per la chiusura, attraverso la realizzazione della raccolta differenziata a rifiuti zero. La chiusura comporta degli incentivi da parte di regione Lombardia, che verranno reinvestiti per un ulteriore potenziamento della raccolta stessa. Questo progetto verrà avviato alla scadenza del mutuo.

5 – Parco Media Valle del Lambro. Visto che i tempi per il completamento del Parco Media Valle del Lambro si stanno allungando, chiediamo se è in grado di impegnarsi per la realizzazione dello stesso in tempi “rapidi “ e quali soluzioni/progetti ha per la connessione ai parchi/giardini adiacenti, invitandola a spiegare valutazioni, percorsi e tempistiche.

M.C. Questo tema s’inserisce nel riassetto dei parchi previsto dalla legge regionale. Il PMVL ha chiesto di rimanere struttura autonoma e la Regione ha, proprio in questi giorni, accolto la richiesta. L’autonomia dovrà essere riverificata fra cinque anni. E’ un riconoscimento importante del lavoro svolto dal Parco e dai comuni che ne fanno parte.Ragionando sull’insieme del PMVL, credo necessario che a valle dell’ampliamento ai comuni di Milano e Monza sia necessario uno sforzo di progettazione e realizzazione incentrato soprattutto sulla definizione di aree e percorsi che leggano questa vasta area come un’ unica unità territoriale. Per quanto riguarda il Parco della Bergamella, che del PMVL fa parte, si stanno concludendo i lavori di scavo, sistemazione ed irrigazione più rilevanti, mentre entro la prossima primavera Italia Nostra realizzerà in modo partecipato gli interventi sul verde. Nelle scorse settimane vi è stato un anticipo di questi lavori, con la piantumazione alla quale hanno partecipato molti cittadini.

R.DS. Il Parco Media Valle del Lambro dovrà essere collegato a tutti i parchi e giardini di Sesto, Cologno e Milano (in particolare l’area di Via Adriano). Il nostro obiettivo è di creare una rete protetta, dando priorità alle connessioni ciclabili e restituendo le aree ai Cittadini (con attrezzature e strutture per giovani, per attività culturali e associative, giochi per bimbi, campi da bocce, aree attrezzate per picnic ed altro ancora).
Ovviamente è inclusa la cura del verde e del decoro urbano. Il progetto sarà avviato immediatamente e richiederà uno sviluppo ed un monitoraggio sui 5 anni di governo.

6 – Fauna PMVL. Premesso che in futuro, come ogni parco, si vedrà lo sviluppo di specie animali, che possono diventare un problema, soprattutto se non hanno predatori che ne limitano l’efficienza, Le chiediamo come intenda affrontare questo problema e quali azioni intende realizzare.

M.C. Il Parco è stato pensato e realizzato come luogo di rifugio e riproduzione di molte specie animali, in particolare degli uccelli acquatici. Già oggi vivono peraltro nel Parco minilepri, fagiani e ricci. Sono stati realizzati angoli a siepe per rifugio e riproduzione delle anatre. Nel caso si sviluppassero specie alloctone invasive, si lavorerà con i servizi preposti per il loro contenimento, sempre nel rispetto dei diritti degli animali.

R.DS. Questo tema coinvolge direttamente sia le GEV che le associazioni ambientaliste, Regione Lombardia e gli enti parco. Si dovrà sviluppare una sinergia che porti al controllo e alla soluzione delle eventuali criticità, creando un osservatorio permanente.

7 – Risparmio energetico. Le chiediamo come intenda affrontare una programmazione efficace, per realizzare sugli edifici pubblici interventi tesi al massimo risparmio energetico.

M.C. Su questo tema, che ha uno stretto collegamento con tutte le tematiche ambientali, intendo proseguire il lavoro svolto dal 2012 ad oggi. Abbiamo redatto il Paes, piano d’azione per l’energia sostenibile, che oltre a fare il punto della situazione su quanto speso negli ultimo 10 anni per il risparmio energetico (oltre 10 milioni di euro, con un risparmio di ca 800.000 già maturato nelle bollette – cappotti e infissi in tre scuole e nelle case erp di via Marx 606, apposizione di pannelli fotovoltatici su nostri edifici ERP i principali) programma gli interventi fino al 2020 ed oltre. Più ed oltre che il risparmio, il tema riguarda l’efficienza energetica.
Vi è un primo tema di metodo: qualunque intervento edilizio deve tener conto del tema dell’efficienza (ad esempio, nel caso degli interventi di prevenzione dello sfondellamento nelle scuole, si è prevista anche la sostituzione delle luci tradizionali con luci led)
Ecco le principali linee di azione, coerenti con la specificità della nostra città:

  • assumere tra gli obiettivi prioritari la riduzione dei consumi di energia attraverso l’efficientamento del patrimonio edilizio esistente;
  • stimare gli effetti delle azioni di efficientamento del patrimonio edilizio esistente in termini di occupati diretti e indiretti;
  • sostenere la formazione e l’aggiornamento professionale, attraverso specifiche azioni (come lo Sportello Energia&Clima e i Cantieri per l’energia);
  • arricchire il percorso del distretto-cluster dell’energia nella prospettiva della smart city, con la consapevolezza che la dematerializzazione dei processi di gestione amministrativa, l’estensione dei servizi on line, la promozione dello smart working/lavoro agile riducono la domanda di spostamenti, i consumi di carta e l’impiego del tempo per cittadini ed imprese, migliorando la qualità del lavoro;
  • monitorare, gestire e verificare i consumi degli edifici comunali (e non solo) attraverso le azioni Data Energy e Diagnosi energetiche, per programmare i nuovi interventi di efficientamento – come la sostituzione in corso degli apparecchi di illuminazione con tecnologie a LED – a partire da un maggior numero di informazioni;
  • promuovere azioni per incentivare l’impiego di mezzi e soluzioni a basso impatto sull’ambiente urbano (trasporto pubblico, auto elettriche, bici, mobilità pedonale, pedibus), l’uso condiviso dei mezzi di trasporto (car sharing in chiave metropolitana) e dei servizi alla mobilità delle merci (come gli sportelli per l’e-commerce).

In particolare, il Piano d’azione per le energie sostenibili di Sesto San Giovani Sesto2020 è mosso dai seguenti obiettivi generali:

  1. ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera oltre il 20% entro il 2020 come contributo locale all’incremento della temperatura della Terra (mitigazione);
  2. incrementare la resilienza della città agli effetti negativi dei cambiamenti climatici in atto (adattamento);
  3. ridurre i consumi di energia negli usi finali;
  4. aumentare l’efficienza energetica del sistema locale, per liberare risorse e creare economie;
  5. contribuire allo sviluppo dell’economia verde – nei campi della formazione, della produzione, dell’edilizia e dei trasporti – anche come misura economica anticiclica;
  6. perseguire la transizione energetica, diminuendo la quota prodotta da fonti fossili e rafforzando il ricorso a quelle rinnovabili, alla produzione locale, alla generazione distribuita;
  7. garantire l’accesso ai servizi energetici, sicuri, sostenibili e alla portata di tutti i cittadini;
  8. caratterizzare i processi amministrativi della città secondo modelli di innovazione gestionale e tecnologica: aperti, condivisi, trasparenti, intelligenti
  9. incrementare la consapevolezza diffusa sulle tematiche dell’energia e della sostenibilità dello sviluppo;
  10. perseguire il modello della rete di scambio e cooperazione con le città che hanno sottoscritto il Patto dei sindaci per l’energia sostenibile.

L’azione di efficientamento del patrimonio edilizio comunale comprende interventi già realizzati fino all’anno in corso e quelli programmati fino al 2020. Dal 2005 al 2016 sono stati realizzati nove interventi di efficientamento con un investimento complessivo di oltre dieci milioni di euro. Entro il 2010, si assume l’obiettivo di ridurre del 6% i consumi energetici relativi agli edifici comunali, riscaldando con il teleriscaldamento il palazzo comunale, 15 scuole ed altri 7 edifici comunali oggi scaldati a metano. Attiveremo peraltro audit energetici sul patrimonio pubblico e realizzer una rete di monitoraggio – con contatori intelligenti e dati raccolti in remoto – per la misurazione, il controllo e la gestione efficiente dei consumi energetici degli edifici comunali, in una prospettiva di Smart City. L’azione comprende anche l’istituzione di uno specifico Nucleo di valutazione intersettoriale sui consumi energetici, finalizzato alla verifica puntuale dei costi e delle possibilità di risparmio per le utenze energetiche comunali. Illumineremo a LED scuole e palestre. A tale azione si affiancherà il sezionamento degli impianti di riscaldamento delle scuole e delle loro palestre, consentendo una gestione separata degli orari di accensione; il relativo risparmio energetico e la conseguente riduzione delle emissioni non sono state stimate.

R.DS. Per il patrimonio edilizio pubblico occorre per prima cosa realizzare la certificazione energetica degli edifici. L’efficientamento energetico è un discorso da affrontare e pianificare anche verso l’edilizia privata (con un piano di incentivi per chi ristruttura, con il coinvolgimento delle associazioni di categoria). Ma risparmio energetico (se già noi abbiamo il teleriscaldamento, che dovrà coprire l’intera Città) si realizza anche in altri modi, meno eclatanti ma altrettanto importanti. Parliamo ad esempio di installazione di valvole termostatiche, di illuminazione (che dovrà passare interamente all’uso dei led per tutta l’illuminazione pubblica esterna ed interna), di risparmio di carta (creando quanto più possibile un sistema in rete che permetta sia al personale che ai cittadini di operare on line, con conseguente estensione del wifi e della fibra ottica). A questo si aggiunge un’opera di sensibilizzazione del personale sugli sprechi negli uffici e nelle scuole. Un’idea già applicata da anni in alcune scuole della Lombardia è quella dei “guardiani della luce”: agli studenti viene insegnato a leggere il contatore scolastico e a monitorare l’uso delle luci. Con questo sistema si sono ottenuti risparmi in bolletta dal 20% al 40%. Tutto questo piano, dalla certificazione alla comunicazione comportamentale inizierà nei primi giorni di governo e durerà per l’intera gestione. 

8 – Acqua di prima falda. Visto che la relazione di VIA del 2008 certifica un inquinamento da cromo esavalente dell’acqua di prima falda (con presenze significative di cloroformio e tetracloroetilene), chiediamo venga sospeso l’uso di detta acqua, per la gestione di laghetti o per l’irrigazione dei giardini, al fine di tutelare la salute dei residenti e l’ambiente. Inoltre, Le chiediamo quali soluzioni/azioni intenda adottare per la bonifica dell’acqua di prima falda, invitandola a spiegare valutazioni, percorsi e tempistiche.

M.C. Rispondo con franchezza. L’acqua potabile è un bene prezioso, usarla per irrigare i giardini e alimentare laghetti non è necessario (diverso è il tema degli orti, per i quali occorre utilizzare sempre acqua potabile). Il prelievo dell’acqua per i laghetti e le rogge del parco di Cascina Gatti avviene ad oltre 34 metri di profondità ed estrae acqua “pulita”, ancorché non potabile. L’inquinamento della prima falda sta progressivamente ma costantemente migliorando nel tempo. Tranne casi particolari e accertati, è appurato che questo inquinamento ha carattere diffuso, è riconducibile cioè al complesso di attività ospitate nel tempo nell’ampio territorio collocato a nord di Milano, e solo nel caso in cui si riscontra un rapporto di causa ed effetto è possibile intervenire ed obbligare al risanamento. Peraltro, per quanto ci riguarda,  la presenza di un substrato argilloso e impermeabile ha spesso protetto la falda, così come è stato verificato nei diversi interventi di bonifica e risanamento ambientale eseguiti sul territorio comunale negli ultimi anni. Massimo impegno, comunque, per il miglioramento della qualità dell’acqua, sollecitando Regione e Città Metropolitana cui compete questa funzione.

R.DS. Siamo decisamente favorevoli alla sospensione dell’uso dell’acqua fino alla soluzione del problema. La nostra proposta è di avviare immediatamente uno studio per la bonifica almeno del primo livello nell’immediato. Saranno i tecnici preposti a fornire la soluzione: per noi è già da scartare l’uso del sistema geotermico, che si è rivelato in molti casi estremamente dannoso per il territorio. 

9 – Cementificazione del territorio. Premesso che la cementificazione del territorio comunale è arrivata al limite, Le chiediamo come intenda affrontare il futuro urbanistico della città.

M.C. Sesto San Giovanni è una città con un territorio piccolo, collocato all’interno di una fitta area metropolitana, praticamente tutto edificato se si escludono le aree verdi ed i parchi. E’ pertanto impossibile consumare a scopi urbani nuovo territorio. Ciò che è possibile fare è, da un parte, ridurre la pressione “antropica”, cioè la densità della città costruita, dall’altra è necessario lavorare sulla qualità delle “aree verdi”, da incrementare, e sulla completa realizzazione del Parco della Media Valle del Lambro. Circa le aree verdi, è necessario imparare a progettarle e realizzarle tenendo conto della loro qualità, manutenzione e fruizione ma anche di valenze più prettamente ecologiche-ambientali come quelle relative al governo delle acque (ritrazione idrica) o climatiche (vedi rete ecologica comunale appena approvata). Circa la densità edilizia della città, che evidentemente riguarda soprattutto la città recuperata o ricostruita, è necessario ridurre le densità edilizie che, peraltro, rendono difficile la realizzazione di tutte quelle attività che abbisognano di edifici mono-planari (uno o due piani, massimo) come, tipicamente, le attività produttive. L’altro grande tema è quello della mobilità e in questo senso si ritengono maturi i tempi per interventi che riducano drasticamente l’uso dei mezzi privati a favore del trasporto pubblico e, soprattutto, della mobilità dolce (ciclabile e pedonale). Circa la politica urbanistica e cioè la redazione non più rinunciabile di un nuovo piano urbanistico e dei trasporti riprendo alcune linee guida del mio programma. Il nuovo Piano di Governo del Territorio deve basarsi su: regole semplici, di facile applicazione, che, mantenendo all’Amministrazione Comunale un forte ruolo di regolazione e controllo, prevedano: la ridefinizione dei progetti di recupero di alcune aree dismesse individuati negli anni passati; opportuni incentivi per il recupero degli edifici e degli spazi vuoti sparsi in città, sia ex industriali che terziari, accanto a penalità per il mancato riuso; l’ammodernamento del patrimonio edilizio residenziale complessivamente esistente ( sia pubblico che privato), per rendere possibile il suo adeguamento alle mutate esigenze delle famiglie, e per migliorarne le prestazioni energetiche; l’ulteriore valorizzazione della rete delle aree verdi esistenti, sia di interesse urbano, sia di livello metropolitano, come ad esempio i grandi parchi (Parco Nord, Parco della Media Valle del Lambro) per i quali stanno mutando le regole per la gestione a seguito della legge regionale di riforma; la strategia per la riprogettazione di piazze, strade, parcheggi e di tutto ciò che costituisce il tessuto connettivo della città,con la finalità di renderla più facile e più bella, attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini e partendo dai tanti contributi e progetti che in questi anni la città stessa ha prodotto come, ad esempio, le idee che hanno alimentato la recente esperienza di bilancio partecipativo.

R.DS. Il PGT sestese è già ai “massimi storici”. Con le riqualificazioni delle aree Falck abbiamo raggiunto il livello massimo di cementificazione. Per noi d’ora in poi si parlerà di livello zero per quanto riguarda le nuove volumetrie. Si dovrà invece affrontare il discorso di riqualificazione delle aree degradate o dismesse ma assolutamente non si aggiungeranno volumetrie.  

10 – Accesso ai fondi per la bonifica di terreni e fiumi. Premesso che, da una nostra ricerca risulta che il comune di Sesto San Giovanni non abbia avuto accesso alle risorse assegnategli dal Parlamento con la Legge 18 novembre 1996, n. 582 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 settembre 1996, n. 486, recante disposizioni urgenti per il risanamento dei siti industriali delle aree di Bagnoli e di Sesto San Giovanni”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 271 del 19 novembre 1996 ( QUI per leggere il testo di legge ), Le chiediamo in qualità di candidato sindaco se, una volta eletto si impegna a verificare tale mancanza ed a richiedere tali fondi, per completare la bonifica delle aree contaminate e la sistemazione dell’alveo del fiume Lambro.

M.C. Su questo aspetto siamo già attivi, sia con il Ministero dell’Ambiente che con Regione Lombardia, per l’ottenimento delle risorse come per la riperimetrazione del SIN. Da Sindaco se sarò rieletta, proseguirò le azioni già intraprese con ancor maggiore decisione ed informando e coinvolgendo puntualmente i cittadini.

R.DS. La nostra risposta non può che essere favorevole: certamente verificheremo la disponibilità dei fondi e li richiederemo per iniziare immediatamente la bonifica. In contemporanea, inizieremo uno studio di fattibilità per la sistemazione dell’alveo del Lambro. I tempi sono quelli tecnici di verifica e riscossione.

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