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Ballottaggio, intervista a Caponi: «l’Onda Civica sarà maggioranza e farà da traino»

Gianpaolo Caponi

Cosa intende fare Gianpaolo Caponi con Roberto Di Stefano, candidato sindaco del centrodestra, se riusciranno a espugnare il fortino di Piazza della Resistenza? Lo chiediamo direttamente a lui, al leader di Sesto nel Cuore. E lo facciamo solo ora, perché prima il campo era troppo affollato d’intervistatori e d’interviste. Ora che, però, siamo agli sgoccioli di una campagna elettorale, che più che sulle piazze si è combattuta nel Palazzo del potere e sui Social, a Caponi vogliamo rivolgere qualche domanda.
Caponi, é soddisfatto di com’è andata fino ad oggi questa strana campagna elettorale?
«La nostra campagna elettorale si è basata su proposte, idee e contenuti per rilanciare Sesto San Giovanni. La nostra città è stata amministrata male e servono buone idee per rilanciarla. Siamo soddisfatti del voto e ci siamo sentiti investiti dalla responsabilità di dare voce al voto ricevuto».
Premesso che la rabbiosa risposta dei suoi principali avversari, PD in testa, dopo i primi risultati comincia a far intravedere troppo nervosismo, fino a far mettere loro mano a tutto il vecchio e superato armamentario, come pensa di organizzarsi per rispondere colpo su colpo?
«Agli attacchi denigratori siamo abituati e abbiamo sempre risposto con il sorriso; non si può fare a meno di notare però, nell’avversario, la pochezza di contenuti e la debolezza della propria offerta politica. Anche in questi giorni, intravedendo la sconfitta, stanno cercando di buttare il tutto sul piano ideologico. Al sindaco uscente consiglierei di parlare di contenuti e proposte e non solo attaccare l’avversario. La città ha bisogno di serenità e persone capaci di ascoltare i bisogni delle persone. Noi lo abbiamo fatto portando in campagna elettorale un programma ambizioso per dare una svolta alla città. Vogliamo prenderci cura di Sesto San Giovanni
Non è elegante evidenziare il metodo discutibile di certi acquisti dell’ultima ora, con cui intendono chiudere questa partita, pensando di vincerla. D’altronde, si sta assistendo da parte del maggior partito della città e soprattutto da alcune personalità istituzionali, a una specie di “mercato delle vacche” con la campagna acquisti di persone, alle quali offrono di tutto e di più. Come pensa di difendersi da un tale mercanteggiamento, usato in passato da alcuni vecchi democristiani nelle città del Sud d’Italia?
«Se si riferisce a Carlo Moro le dico che la delusione più che politica è umana, ma alla Chittò dico: se ha tradito una volta, tradirà ancora. Su 82 candidati solo uno, per una poltrona, ha abbandonato il gruppo. Questo è il dato. Il gruppo giovani è motivatissimo e unito come non mai e tutti i candidati sono mobilitati. Siamo una bella famiglia, parlare di “crepe nel movimento civico” come fa la Chittò fa sorridere. Faccia invece autocritica e mediti sul risultato di sfiducia ricevuto dai cittadini».
Con il metodo di cui sopra, trovandosi quasi di fronte a un impoverimento di proposte valide da parte dei suoi avversari, come penserebbe di controbattere sul piano di progetti fattibili per migliorare le attuali condizioni alquanto deprimenti della città?
«Con le nostre proposte presentate alla città nel corso di eventi che hanno visto presenze massicce di cittadini. Lotta al degrado, maggior sicurezza per i cittadini, sostegno al mondo del volontariato e alle famiglie, rilancio delle politiche giovanili. E poi, temi quali il sostegno del commercio e iniziative per creare opportunità di lavoro. Occorre porre rimedi al sistema viabilistico, facendo manutenzione di strade e marciapiedi (quando occorre e non solo prima del voto), abbattendo le barriere architettoniche. Insomma vogliamo una città più bella».
Nel caso di una vittoria elettorale con Di Stefano, quale programma mettereste in campo fin dalle prime battute del futuro quinquennio amministrativo?
«La maggioranza in caso di vittoria sarà a trazione civica: sette consiglieri su quindici saranno espressione delle nostre liste. Questa è la verità! Le cose da fare saranno tante ma di certo non perderemo l’abitudine di stare in mezzo alla gente. Saremo garanti dei nostri valori e principi. Siamo e resteremo civici!»
Ringraziamo Gianpaolo Caponi per la sua disponibilità nell’illustrarci idee e proposte di un programma innovativo. Insieme a Roberto Di Stefano nella “stanza dei bottoni” potrebbero essere sperimentatori di un nuovo e inedito percorso amministrativo nel tentativo di garantire un necessario cambio di passo alla città del futuro.

Mario Guerrisi

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