Ida Spalla intervista i finalisti del Bancarella

Premio Selezione Bancaralla, viaggio tra le pagine dei sei finalisti

Percorriamo l’oscuro viale, guidati da un sesto senso che ci permette di non perderci. Ci spogliamo di ogni intimo avere, consegnato alla Guardia, pronti in questo anonimato a farci travolgere dalle fatate parole del Poeta. Che ci inducono, così inermi, ad Investigare su noi stessi ed a ritrovare, nella forza prorompente dell’arte, la nostra autentica libertà!
Entriamo nel cortile di Villa Visconti d’Aragona: e dalle archeggianti facciate trasudanti di storicità si materializzano dinnanzi a noi le ombre fuggenti dei protagonisti della saga Medicea. Frammenti di pellicola proiettano sugli antichi muri intrighi, tradimenti, cospirazioni, spregiudicatezze nella scalata al potere politico della potente famiglia del Rinascimento fiorentino: pilastro reggente parte della pregevole architettura “cupoloide” della nostra Grande Storia.
Evanescenza nel blu intenso della sera: ci sediamo ai tavolini della Locanda dell’Ultima Solitudine, con il Bisogno del corroborante silenzio. Nell’attesa colma di aspettative di Libero la nostra trepidante attesa, essa stessa fugace piacere se si vive intensamente ogni singolo momento. Fino al sopraggiungere del profumo rinfrescante e pungente di Viola, ingabbiata nel dolore dell’abbandono paterno: “alziamoci, scappiamo, fa male!”. Ma si può aggiustare ciò che prima si è rotto, ed in quel luogo intimamente silente, nella fatalità di un incontro, ritrovarci non più soli!
Le piastrelle di porfido si rivestono del manto erboso di un Giardino incantato. Due Fiori Segreti spuntano magicamente: Iris e Viola. Hanno gli stessi occhi, sono gemelle, divise alla nascita e ritrovatesi, guardiane di quella verde distesa che ha il potere di curare l’anima. Custodi inconsapevoli di quello stesso segreto che si affonda nelle radici intricate di una rosa nascosta, ma scritto nelle sue nervature: “perché è attraverso le spine che nasce il cuore più prezioso. Ed anche il bocciolo più indifeso può fiorire di petali pieni d’amore”! E così diventiamo immuni da quelle Gocce di Veleno sputate dalla lurida bocca di un minacciante Barbablù, carnefice che soggioga la sua vittima in un amore malato e pericoloso. E Claudia rifiorisce proprio dalla riscoperta delle sue rimosse paure, in un percorso a ritroso nel tempo,in un viaggio doloroso nel sé.
Un viaggio che nel cortile inebriato di essenze compiamo anche noi, nei cupi meandri delle nostre emozioni, andiamo… ma Magari Domani Resto! Sì, perché da te non scappi, non serve fuggire!La strada da compiere è incamminarsi per il contorto e nodoso sentiero della mente e dell’animo. Luce appare all’improvviso accecandoci di consapevolezza, lei stessa emersa dal buio grazie alla saggezza di un bambino, di un vecchio filosofo, di un cane e di una rondine che non vuole migrare, ma resta.
Le cose brutte passano e se siamo ciò che abbiamo vissuto siamo anche quello che possiamo diventare, e se altri ci hanno ferito noi possiamo fare la differenza… Le pagine dei sei libri svolazzano turbinosamente intorno a me, risucchiandomi in un vortice di vita vissuta. Mi avvio verso casa e passo dopo passo la valigia per il cammino introspettivo si disegna nella trasparenza dei miei occhi. Luci ed ombre, profumi esilaranti di fiori, colori e neri, silenzi e grida, sofferenza ed amore: brividi di coscienza nel caldo estivo….  

Ombretta Di Pietro

(Il Premio Selezione Bancarella si è tenuto lunedì 19 giugno in Villa Visconti D’Aragona a Sesto San Giovanni. I sei finalisti: Matteo Strukul-I Medici; Cristina Caboni-Il Giardino dei Fiori Segreti; Valeria Benfatti-Gocce di Veleno; Yung-myung Lee-La Guardia,il Poeta e l’Investigatore; Lorenzo Marone-Magari Domani Resto; Alessandro Barbaglia-La Locanda dell’Ultima Solitudine)

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