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L’angolo del counselor/ CWB: il comportamento lavorativo contro-producente

Claudia Muccinelli Counselor

Il lavoro, è considerato una attività necessaria, ma anche potenzialmente faticosa, e stressante.
Quando le condizioni, però, vengono percepite dal lavoratore come faticose e stressanti al di là di quanto il lavoratore stesso ritiene giusto, o sopportabile, questa situazione può andare a generare un comportamento inappropriato verso quella che è considerata la causa principale, o almeno una delle cause di questo disagio, cioe’ il lavoro stesso.
Con il termine “Counterproductive Work Behavior” (CWB), si intende appunto un comportamento volontario del lavoratore, che va a violare significative norme e regole organizzative e sociali.
Assenteismo e ritardo cronico nel presentarsi al lavoro, pause prolungate o troppo frequenti, frequenti piccoli incidenti, violazione di norme aziendali, dedicarsi a questioni personali anziché al lavoro che si dovrebbe svolgere, incidono sulle prestazioni lavorative: il soggetto diventa intollerante verso il suo lavoro, incrementa il numero di errori, la qualità del lavoro diminuisce, la tensione accumulata può condurre al danneggiamento (consapevole o inconsapevole) delle attrezzature , le mansioni vengono svolte in maniera incompleta, e le scadenze non vengono rispettate.
Si tratta di una modalità di “rivolta passiva”, tramite la quale, da un lato la persona esprime in maniera pratica, tramite dei precisi comportamenti, il suo disagio, e dall’altra, cerca un sollievo emotivo al disagio stesso, tramite questo comportamento “di rivalsa”.
Solitamente, questo tipo di comportamento viene infatti associato ad un elevato livello di stress, che la persona non si sente in grado di ridurre in altro modo : andarsene su due piedi non è possibile, e non si crede che la situazione possa in qualche modo venire modificata tramite il dialogo, o altre forme di presa di posizione.
Il lavoratore, quindi, “rimane”, e forse apparentemente sembra anche accettare la situazione: in realtà, emotivamente la persona si è ormai talmente allontanata dalla azienda, da rendere possibili questi comportamenti di più o meno aperta violazione.

Claudia Muccinelli
Counselor

 

Per domande, commenti e per inviare le proprie lettere è possibile rivolgersi all'Angolo del counselor inviando una mail a claudia_muccinelli@yahoo.it, indicando anche se si desidera che il proprio nome venga pubblicato o meno.

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