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Palombi (AFI): le famiglie devono essere aiutate a non rinunciare

Dal presidente di AFI riceviamo e pubblichiamo
Colgo l’occasione per commentare e spero chiarire le ragioni di una scelta di voto a favore da noi proposta alle famiglie sestesi, mi sembra della lettera della Chiesa sestese sia fondamentale considerare questo passaggio: “Recentemente, papa Francesco ha ricordato che cosa significa fare politica per un cattolico, indicando una strada valida per chiunque: «Paolo VI ha detto che la politica è una delle forme più alte della carità, perché cerca il bene comune, pensando le strade più utili per questo, i mezzi più utili. Cercare il bene comune, lavorando nelle piccole cose, come nelle grandi?».
Sicuramente la famiglia è una piccola cosa, ma preziosa su cui il Papa e i Vescovi hanno detto molto, anche per quanto riguarda la sua soggettività sociale e politica, poco in merito ho letto in questa vostra lettera. Mi chiedo cosa spaventa dall’affrontare con chiarezza una questione oramai non più eludibile come la criticità in cui versa la famiglia in Italia, nel nord Europa questo problema è stato positivamente affrontato, in Italia quando?
Oramai siamo in piena decrescita demografica, con il record negativo del 2016 (-2,4% di nuovo nati, 474.000 contro i 486.000 del 2015), per sollecitare una politica che incoraggi e sostenga la famiglia, a partire del Fattore Famiglia chiesto insistentemente dal Forum delle associazioni familiari. A proposito di queste elezioni scrivevo: “Politica: Lavoro e famiglia una buona novella che annuncia la Pasqua in Città, ancor di più laddove si andrà al voto amministrativo… Oramai chi vive in mezzo alla gente e come dice Papa Francesco ‘puzza di pecora’ conosce bene l’affanno quotidiano per mantenere la propria famiglia di molti genitori.
La prima e assoluta urgenza resta ancora il lavoro: sono ormai lunghi anni che il problema taglia la carne viva di persone – adulti e giovani – e di famiglie. La vita della gente urla questa sofferenza insopportabile. 
Sicuramente le scorciatoie, a cui sempre più italiani ricorrono, alimentando diversi populismi non servono. E’ aberrante rispetto a questa realtà, la complicità dei governi con chi lucra sul gioco d’azzardo, si pensi ai 260 milioni di euro che ogni giorno in Italia si buttano nel gioco d’azzardo, distruggendo capitali e, più ancora, persone e relazioni.
Le famiglie devono essere aiutate a non rinunciare, rassegnate, a riconoscere nella politica una forma alta di carità, cioè di servizio al popolo, attenta ad affrontare questioni quali il lavoro, la famiglia, i giovani, l’inverno demografico. C’è bisogno di politica autenticamente amica della famiglia che si adoperi per sviluppare politiche familiari distinte dalle politiche sociali: cioè la richiesta di un passaggio dalle politiche sociali riparative a favore delle famiglie alla co-progettazione e applicazione di “buone prassi” di politiche familiari attive che rispondano ai sogni, bisogni e diritti delle famiglie prese in considerazione nel ciclo ordinario di vita. Pertanto è fondamentale il riconoscimento dell’Associazionismo familiare come risorsa.
Le famiglie all’interno di un territorio e di un’impresa creano una serie di relazioni e di legami che perdurano nel tempo e che rendono una comunità più sana e coesa. È proprio all’interno di una comunità che nasce il rispetto per l’altro, per la diversità di ognuno e che facilita un atteggiamento di confronto basato sulla condivisione, sul dialogo e sulla collaborazione. In questo contesto, le famiglie sono una risorsa importante per creare relazioni sociali attive, reti di solidarietà e di scambio di informazione e per coinvolgere i cittadini nel dialogo con le istituzioni e gli enti presenti. Per tale ragione il Forum delle Associazioni Familiari, le Acli Lombardia, Afi – famiglie italiane, Scuola di Economia Civile ed alcuni Comuni hanno costituito la Rete dei Comuni amici della Famiglia.
La ricaduta sui nostri giovani e il futuro della nostra società è drammatica. Il 92% dei giovani dichiara il desiderio di farsi una propria famiglia e di avere due o più figli: è uno straordinario dato di fiducia, reso purtroppo vano dalla mancanza di lavoro stabile. Senza lavoro non c’è dignità personale, non c’è sicurezza sociale, non c’è possibilità di fare famiglia, non c’è futuro. Quindi la decrescita demografica: nel 2015 le nascite erano 486.000, nel 2016 c’è stato il nuovo record negativo di 474.000 (- 2,4%), tenendo conto anche dei bambini nati da famiglie di immigrati, mentre l’età media risulta crescere in maniera sensibile.Purtroppo non esiste una incisiva politica che incoraggi e sostenga la natalità? In questo deserto sterile a seguito di un lungo percorso di semina e lotta in Lombardia finalmente si apre uno spiraglio per incidere su una fiscalità che riconosca la famiglia e i figli una risorsa da tutelare e sostenere. Finalmente il cosiddetto “Fattore Famiglia” che si propone da anni è una Legge della Regione Lombardia, perfettibile, certo, ma è un coraggioso inizio che offre speranza. Ai Comuni ora alimentare questa speranza perché: “La Politica che vuol bene alla famiglia non è di destra o di sinistra, è semplicemente un atto di amore che ogni politico e ogni cittadino sono chiamati a svolgere per ringraziare di quanto si ha ricevuto in dono: ciò che oggi si è, la vita, dalla propria famiglia”.

Cesare Palombi
Presidente dell’AFI (Associazione Famiglie italiane) Milano e Brianza

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