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Edoardo Sylos Labini, Giusy Versace, Daniele Stefani e Raimondo Todaro

«Con la testa e con il cuore si va ovunque», Giusy Versace si racconta sul palco del Manzoni

In questa stessa sala, al Mondadori Megastore di Milano di piazza Duomo, Giusy Versace presentò nel 2013 il libro autobiografico «Con la testa e con il cuore si va ovunque». Quattro anni e migliaia di copie vendute dopo, la velocista paralimpica di Rio 2016 (la prima atleta italiana della storia a correre con amputazione bilaterale), torna a Milano per raccontare il suo debutto da attrice nello spettacolo teatrale «Con la testa e con il cuore si va ovunque», tratto dal suo romanzo edito da Mondadori.
Accanto a lei in conferenza stampa i compagni di lavoro: il regista Edoardo Sylos Labini, il ballerino Raimondo Todaro e il cantante Daniele Stefani.
«Come per il libro, anche per questo spettacolo sono partita un po’ da una scommessa, una delle tante che faccio». Giusy si racconta, come sempre con il sorriso. Una scommessa partita nel 2014, dall’incontro con Raimondo Todaro («Che prima mi ha fatto perdere pezzi a “Ballando con le Stelle” e poi si è fatto perdonare vincendo con me»). Da quella sintonia magica e dall’esperienza di quella coppia inedita nasce un numero di danza, portato in scena quello stesso anno in un teatro di Catania. «Poi con l’incontro con Edoardo (Sylos Labini, ndr) il progetto di questo spettacolo nato alla fine del 2014, è stato completamente rinnovato».
Nasce così l’idea di uno spettacolo teatrale che, come già nel libro, racconta la vita di Giusy prima e dopo l’incidente d’auto in cui, nell’agosto del 2005, perse entrambe le gambe.
«Avevo solo 28 anni, sapevo chi ero ed ero abituata a contare soprattutto sulle mie forze: questo mi faceva sentire al sicuro, imbattibile. In un secondo è sparito tutto. Di fronte a me, un confine. E una scelta: attraversarlo oppure no. Provare a guardare oltre o rimanere attaccata ad un passato che non esisteva più. Credo di aver fatto la scelta giusta…». Si racconta così nel libro Giusy Versace, con una scrittura semplice ed evocativa che prenderà forma mercoledì 14 giugno sul palco milanese del Teatro Manzoni sotto la guida attenta e sensibile di Edoardo Sylos Labini.
«Quando ho letto il libro di Giusy – ammette il regista – ho pianto come un bambino. Negli ultimi 10 anni ho messo in scena la biografia di grandi personaggi come D’Annunzio, Nerone, Mazzini, ma dopo aver letto il libro «Con la testa e con il cuore si va ovunque» ho sentito la necessità di continuare questo percorso raccontando la vita di una donna semplice dei giorni nostri. Poi conoscendo Giusy e lavorandoci insieme ho anche scoperto una grandissima professionista, una attrice e una donna straordinaria, una esplosione di femminilità».
Per Giusy non è sempre stato facile però rivivere nelle prove dello spettacolo gli accadimenti della sua vita.
«Da anni racconto la mia storia, nelle interviste, ai ragazzi delle scuole, ma sempre mettendo dei filtri – ha ammesso Giusy -. Scrivere è stato terapeutico ma non ho mai riletto il libro prima che Edoardo mi chiedesse di farlo per lo spettacolo. E’ stata dura, come dura é stata portare la mia storia sul palco. Durante le prove ci sono stati momenti difficili, in cui ho pianto e tremato, pensando di non farcela. Ma poi mi è bastato rivolgere uno sguardo alle persone che avevo accanto per ripensarci. Con Raimondo quando ballo volo, ci basta uno sguardo per trovare l’intesa. Daniele lo ammiro come cantante e professionista, e poi ci lega anche una grande amicizia. Ecco ho resistito pensando a loro e al messaggio di speranza che desidero trasmettere agli spettatori. Vorrei tanto che la gente uscendo dal teatro dicesse: “se ce l’ha fatta lei senza gambe ce la farò anche io”».
Un messaggio che Giusy porterà sul palco del Manzoni mercoledì 14 giugno e in autunno a Venezia, Roma, Firenze, Norcia, dove, dal 2015, Sylos Labini ricopre la carica di direttore artistico presso il Teatro Civico.
L’incasso dello spettacolo sarà interamente devoluto a Disabili no limits onlus, l’associazione creata proprio da Giusy Versace per donare attrezzatura sportiva di vario genere a giovani disabili che, attraverso lo sport, riescono a superare i limiti imposti dalla loro condizione.
«Questo spettacolo – conclude Giusy – è un invito a tornare tutti un po’ bambini, a ritrovare la spontaneità e a guardarci senza filtri, proprio come fanno i più piccoli. Perché bisogna sempre avere voglia di tornare a guardare l’arcobaleno.».
Info: Ingresso 20 euro, ridotto bambini tra i 5 e i 14 anni 10 euro, bambini sotto i 5 anni 2,5 euro; ingresso gratuito per i disabili. Biglietti in vendita online sul sito del Teatro Manzoni e presso la biglietteria di via Manzoni 42 a Milano; prevendita telefonica: numero verde 800914350.

Francesca Paciulli

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