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La risposta del sindaco Chittò alla lettera del Decanato

Dal sindaco di Sesto San Giovanni riceviamo e pubblichiamo la nota inviata al Decanato (leggi la lettera del consiglio pastorale).
Ho letto con interesse e con piacere il documento che avete cortesemente inviato a tutti i candidati a Sindaco di Sesto San Giovanni.  
Ne condivido l’impianto generale, la pacatezza e positività dei toni, il forte richiamo al bene comune, efficacemente rappresentato dall’immagine che proponete del Buon Governo del Lorenzetti. 
Condivido anche la tipizzazione dei tre passaggi che caratterizzano il tempo presente, e da lì provo ad interloquire. 
Ritengo fondamentale spendersi nell’attuazione del possibile, un possibile nel quale il sano realismo non divenga appiattimento sullo stato di cose esistenti. Al buon amministratore la concretezza, ma anche il desiderio della trasformazione. 
Credo che la mia Amministrazione l’abbia dimostrato: investimenti massicci, e con formule creative, per la diagnostica della sicurezza delle scuole, sostegno alla digitalizzazione dell’insegnamento,abbellimento degli edifici scolastici, molto più colorati e accoglienti(così come abbiamo colorato e reso più vivi luoghi in precedenza critici della città). 
Impegno per il lavoro, che proseguirà coinvolgendo le aziende e le agenzie territoriali per l’impiego per creare lavoro per i nostri concittadini. 
Risposte in campo abitativo, favorendo l’autonomia delle persone. 
Forte impegno ambientale: dalla messa a regime della raccolta dell’umido domestico in tutta la città allo spegnimento del termovalorizzatore, dal completamento del Parco della Bergamella fino alla creazione del nuovo parco urbano nelle ex aree Falck. 
Servizi per tutte le famiglie, massima attenzione all’infanzia, impegno appassionato a sostegno della disabilità, in una collaborazione virtuosa fra l’iniziativa dell’ente locale e le presenze del territorio. Considero quindi di grande rilievo la Vostra disponibilita’ al confronto, alla progettazione condivisa, al contributo nel fare quotidiano. 
L’appartenenza alla città, il sentirla quotidianamente, l’amarla è il contesto in cui collocare le scelte dell’immediato possibile ed il disegno del futuro. 
Ci muoviamo nel quadro di una città in rapida trasformazione, ma dal carattere fondamentalmente solidale, attenta alle persone e alla loro centralità. 
All’ente locale il compito di contribuire a renderla sicura: viva, vissuta, illuminata, ben presidiata. Una città sicura accoglie con intelligenza (l’abbiamo fatto, continueremo a farlo) e a rigettare gli allarmismi, alzando anche la percezione della sicurezza che hanno le persone. 
La Città della Salute e della Ricerca e il recupero delle aree dismesse dicono del futuro, ma di un futuro che si sta già costruendo, da tenere sempre in relazione con la città che oggi vive, con i suoi bisogni, desideri, problemi. 
La memoria da evocare, come saggiamente scrivete, è la base di partenza. E’ memoria da coltivare (su questo l’impegno è stato e sarà costante), da mantenere viva, da onorare con percorsi amministrativi che, leggendo i segni dei tempi, mantengano la coerenza di fondo con la sua storia. 
Non un’icona vuota, ma il lievito che vivifica la ricerca delle prospettive future. 
Nel ringraziarVi per il Vostro contributo, Vi porgo un cordiale saluto. 


Monica Chittò 

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