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Caponi (Coalizione civica): ecco la nostra idea di città per ricucire le periferie

Tre mesi e mezzo dopo il tutto esaurito al Maglio, domenica 28 maggio un altro tutto esaurito, questa volta, all’auditorium dell’hotel Barone de Sassj per la Coalizione civica guidata da Gianpaolo Caponi. Anche questa volta, come lo scorso febbraio, è Maurizio Torresani a introdurre il “capitano” Caponi «che ha messo tutto da parte per questo nostro sogno: quello di governare meglio la nostra città».  E il candidato sindaco sale sul palco emozionato. «Ho già una vittoria – dichiara il leader della lista civica Sesto nel Cuore -: tutte queste persone che mi sono accanto. Cosa mi ha spinto a candidarmi alle amministrative dell’11 giugno? Voler restituire qualcosa a Sesto San Giovanni, la città che amo, in cui sono cresciuto e in cui lavoro. Una città che merita qualcosa in più.».
Messa da parte la scaletta, Caponi si addentra nel programma elettorale realizzato dagli 82 candidati delle quattro liste che compongono la Coalizione: Sesto nel Cuore, Cittadini di Sesto, la smart community #Sestoqua, X Caponi sindaco. Lotta al degrado, sostegno agli anziani, ai giovani, alle famiglie, innovazione, rilancio del terzo settore, lavoro, mobilità: sono solo alcuni dei punti toccati nella presentazione al Barone de Sassj.
«E una parte importante del programma è stata creata dai ragazzi di #Sestoqua – ha sottolineato Caponi chiamando sul palco la capolista Federica Cesarotti e i suoi giovani colleghi di lista-. Vorrebbero realizzare a Sesto un polo di aggregazione giovanile, uno spazio polifunzionale libero ed aperto a tutti».
Sul palco sono poi saliti gli «ultimi nati» di X Caponi sindaco («Una lista civica con cui vorremmo affrontare tanti problemi reali che affliggono la città, un esempio per tutti: le barriere architettoniche») che con gli ingegneri Gabriele Ghezzi e Federico Pogliaghi hanno presentato uno studio per la realizzazione di una  mobilità a impatto zero sull’asse est-ovest della città (tema di cui si parlerà anche domani sera nel corso di un incontro al Falck Village Hotel di viale Italia). E’ l’architetto Laura Rossi a presentare il progetto per ricucire le periferie della città, a partire da due semplici domande: vogliamo una città bella? Come fare? 
Si parte da lontano, a inizio ‘900 e alla decisione di Giorgio Falck di acquistare i terreni a sud di Sesto San Giovanni. Viale Italia diventa produttiva con le acciaierie e la creazione del Villaggio Falck: Sesto diventa la Stalingrado d’Italia di cui tutti hanno memoria. «Quando nel 1995 la Falck chiude – spiega l’architetto Rossi- , con la dismissione delle fabbriche, le luci di viale Italia si spengono e la città si trasforma in un arcipelago di isole scollegate. Ma allora, perché non pensare di ricucire alla città questa cintura sud di viale Italia? Per farlo serve un centro di attrazione un po’ come è successo a Milano per il quartiere che ruota attorno alla Darsena». Il punto è questo: noi a Sesto su cosa possiamo puntare?
 È finalmente si arriva al sodo con qualche dettaglio del programma. Come rilanciare il territorio? Curando il contesto urbano, generando frequentazione del territorio («Favorendo il cicloturismo sfruttando i percorsi ciclopedonali già esistenti al Parco nord e al Parco media valle del Lambro, aggiungendo un percorso cicloturismo di 4 chilometri tra i due parchi e attraverso l’integrazione con bike sharing»), creando un assessorato al marketing territoriale che faccia conoscere ai cittadini le iniziative del territorio e crei flussi di interesse tra i diversi quartieri.
Atro tema cruciale affrontato nel corso dell’incontro è quello della mobilità. «Dobbiamo pensare per Sesto al trasporto sostenibile – sostiene Ghezzi – e un elemento di questo trasporto pubblico è il nostro «Nastro verde», una linea di trasporto leggero a trazione, attestato tra Sesto Marelli e la zona del Vulcano, che alleggerirebbe dunque il traffico, soprattutto in Viale Italia: privo di combustione, a zero emissioni inquinanti, consentirà di bypassare lo scorrimento dei mezzi a terra grazie alla realizzazione di un circuito sospeso, arricchendo il paesaggio urbano con la dotazione di verde verticale integrato».
Un progetto presentato nei giorni scorsi nell’incontro in Villa Campari e definito «coraggioso e ambizioso» dal vicepresidente delle Ferrovie Nord Milano Fabrizio Garavaglia.
«Ai giornalisti che mi fanno notare che il progetto è molto costoso rispondo che dobbiamo avere uno scatto di orgoglio e guardare al futuro – interviene Caponi -. Per la realizzazione del «Nastro verde» potremmo accedere a finanziamenti europei e ottenere l’interesse dei privati».
Infine una veloce carrellata su alcuni dei punti salienti del programma della coalizione: dal progetto di riqualificazione di piazza Diaz realizzato dall’architetto Arcadi, al rilancio del commercio di vicinato, dal sostegno alla piccola e media impresa alla realizzazione, in rete con le associazioni di volontariato e le fondazioni che si occupano di problematiche sociali, di una casa di accoglienza temporanea per persone adulte in grave stato di bisogno.
«Abbiamo tanta voglia di lavorare, di fare, tanto entusiasmo che cerchiamo di trasmettervi. Siamo convinti che la nostra colazione abbia tutte le carte in regola per dare una svolta alla città – conclude Caponi, chiamando sul palco per la foto di rito tutti i membri delle liste civiche che corrono con lui alle amministrative dell’11 giugno -. Se vinceremo daremo vita a una giunta di competenze e non di donne e uomini calati dalle segreterie di partito. Non vediamo l’ora di arrivare al 12 giugno o al 26 (sorride, ndr) per iniziare».

F.P.

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