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Confronto (interrotto) candidati sindaco: le risposte sua tema dell’organizzazione del Comune

Si è concluso anzitempo il dibattito politico di giovedì sera presso lo spazio contemporaneo Talamucci a cui, su invito della Uil Milano Lombardia, hanno preso parte i sei candidati a Sindaco per la città di Sesto San Giovanni nelle prossime elezioni che si svolgeranno il prossimo 11 giugno. Il violento acquazzone che si è abbattuto sulla nostra città infatti ha causato non pochi disagi alla sala, che a un certo punto si è allagata costringendo la moderatrice Laura Lana a interrompere il dibattito mentre era in corso l’interrogazione sul tema – ironia della sorte – della sicurezza.
Riportiamo, in sintesi, i pensieri di ciascun candidato sul modello organizzativo del Comune e dei servizi sociali. Gli argomenti, cioè, in cui è stato possibile completare il dibattito con tutti i candidati prima dell’interruzione.
Monica Chittò, sindaco uscente e candidato del Partito Democratico: “Abbiamo puntato e puntiamo molto sulla riorganizzazione, che però va continuamente aggiornata. Può funzionare solo con la forte motivazione dei lavoratori. Il nostro obiettivo è allestire una macchina che fornisca servizi di qualità e in poco tempo, con attenzione alle imprese, ai lavoratori e a chi vuole investire. La finalità non è il risparmio economico ma l’efficienza. Continueremo a portare avanti la job rotation con la massima trasparenza. Per quanto riguarda i nidi, abbiamo intenzione di tenerli nella gestione del Comune. La ricognizione non significa esternalizzazione. In 5 anni abbiamo fatto 118 incontri e stretto 28 accordi, siamo in un dialogo continuo con sindacati e lavoratori. Per assistere le persone bisognose sono stati investiti circa 800.000 euro”.
Gianpaolo Caponi (Coalizione civica Lista Civica Sesto Nel Cuore, Cittadini di Sesto, Sestoqua): “La macchina comunale è diventata molto complessa, forse per l’incapacità di chi sta governando. Bisogna ripristinare la formazione, eliminare le posizioni privilegiate e fare una ricollocazione previa formazione. La modifica dev’essere reale, con un’incentivazione che possa creare benessere ai dipendenti. Il sistema informatico è obsoleto, 9 dirigenti sono troppi. I costi sono notevoli, soprattutto di fronte alla precarizzazione di tanti dipendenti, per la maggior parte giovani, che hanno bisogno di stabilità. Sui nidi e i CDD sono state fatte scelte malaugurate, forse per coprire le magagne della giunta. L’esternalizzazione non rientra nella nostra guida, avvieremo un confronto coi dipendenti per trovare le criticità e per un rifiorimento economico. Bisogna restituire serenità alle famiglie”.
Roberto Di Stefano (Coalizione Centrodestra): “Siamo favorevoli alla riorganizzazione, non solo per il risparmio ma anche dal lato dell’utente e delle funzioni che si aspetta. La riorganizzazione deve partire dall’inizio. Ciò che manca è il taglio al verde, a cui dobbiamo metterci mano. Manca anche una parte di welfare. E’ importante che non ci si dimentichi del dipendente, infatti siamo per la reintroduzione del sistema a incentivi. Le esternalizzazioni comportano solamente precarizzazione dei lavoratori e peggioramento dei servizi. Siamo contrari in generale. Può avvenire solo dove non c’è professionalità in casa, ma non è il caso degli asili nidi”.
Antonio Foderaro (MoVimento 5 Stelle): “Sulla macchina comunale siamo sempre stati critici perché non abbiamo mai voluto dare l’assegno in bianco. E a consuntivo abbiamo avuto ragione. Non siamo arrivati alla riorganizzazione che il Dottor Tranchida – ex Direttore dell’Organizzazione e del Personale del Comune di Sesto, ndr – aveva presentato. Noi siamo per il coinvolgimento di un ente terzo, scorporato dal potere politico e costituito da risorse preparate, che gestisca i servizi. Vera meritocrazia e premi mirati per i dipendenti. La gestione dei servizi per noi è stata fallimentare e non vorremmo fosse l’anticamera di un’esternalizzazione generale. Per far tornare in utile le farmacie è bastata una gestione normale, non serve esternalizzarle. E’ nostra intenzione creare nuovi servizi sociali gestiti dal Comune, ad esempio i trasporti”.
Alessandro Piano (Lista Popolare x Sesto): “Come lista restituiremo un assessore personale all’organizzazione. C’è stato un ruolo di supplenza che è un insulto alla logica perché stiamo parlando di figure importanti. Abbiamo fatto una proposta coraggiosa, bisogna essere costruttivi nei tre settori tecnico, finanziario e dei servizi sociali. Dobbiamo razionalizzare le risorse, perché ci sono troppi direttori per un’unica orchestra. Sull’esternalizzazione abbiamo una filosofia diversa, con un approccio laico. Siamo per un’attenta analisi dei conti pubblici e dei livelli di costo dei servizi e di qualità. Il Comune dev’essere snello. L’esternalizzazione con internalizzazione dei dipendenti non ha senso”.
Giovanni Urro (Sinistra Alternativa): “Il patto di stabilità interno sta producendo una macelleria sociale, che purtroppo a Sesto è in corso. Bisogna violare il patto perché abbiamo tanta emergenza e il Comune deve diventare la chiave di volta. Non possiamo lasciare sguarnito un settore come quello sociale. Non c’è mai stato in 70 anni uno sciopero dei lavoratori. L’esternalizzazione del centro disabili è solo la punta dell’iceberg, ma è una scelta che grida vendetta. Quando è stata colpita la disabilità siamo sprofondati. Il motore primo devono essere i lavoratori e bisogna ripartire dalla loro centralità all’interno della macchina. Se dobbiamo costruire la città di tutti i servizi devono essere di tutti”.
 

Fabio Casati

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