Campagna elettorale, scambio di accuse tra Sardone e Romaniello

Prosegue lo scambio di accuse tra la consigliera comunale milanese di Forza Italia Silvia Sardone e il consigliere comunale PD di Sesto San Giovanni Vito Romaniello. Il pomo della discordia sarebbe la presunta aggressione (non è chiaro infatti come sia iniziata la lite tra i due consiglieri) ai danni della giovane forzista da parte del consigliere PD Vito Romaniello, avvenuta lo scorso 29 aprile a margine della diretta televisiva di una nota trasmissione di attualità politica.
Secondo Roberto Di Stefano, compagno di Sardone e candidato sindaco per il centrodestra alla amministrative di Sesto San Giovanni, durante una pausa delle riprese un consigliere comunale del Pd si sarebbe presentato sul luogo, disturbando la diretta, provocando i presenti.
“Il consigliere Pd – si legge in una nota a firma dei partiti sestesi del centrodestra -, evidentemente nervoso, aggrediva Silvia Sardone, strattonandola violentemente. La Sardone è stata poi portata in ambulanza in pronto soccorso, dal quale è stata dimessa con sette giorni di prognosi.”.
“In merito all’episodio verificatosi – commenta il primo cittadino di Sesto Monica Chittò -, e più in generale al clima che sta accompagnando queste prime settimane di campagna elettorale, auspico che il dibattito politico che proseguirà da qui fino alla data del voto sia contraddistinto da toni pacati e rispettosi delle differenze di pensiero di chi si candida, ma soprattutto nei confronti dei cittadini sestesi”.
Garantista il PD attraverso la voce del segretario cittadino Marco Esposito: “Riteniamo che ciascuno sia innocente fino a prova contraria. Ringraziamo il consigliere Romaniello per il suo senso di responsabilità e per il suo rispetto per le istituzioni e chiediamo le stesse assunzioni di responsabilità anche a chi oggi sta accusando il nostro consigliere. Il PD si schiera senza timore dalla parte della verità e della giustizia”.
Romaniello ha infatti sporto querela per diffamazione nei riguardi di Di Stefano e ribadito di non aver aggredito Tardone. “Alla Polizia di Stato ho anche consegnato le mie riprese video a supporto della mia tesi, tuttora disponibili sul mio profilo facebook. E’ evidente che se dovesse essere accertata l’aggressione non potrò più stare tra i banchi del consiglio comunale. D’accordo con il PD sestese, rassegnerò immediatamente le mie dimissioni nel caso venissi eletto nelle elezioni amministrative di giugno”.
Una cosa è certa i toni di una campagna elettorale partita in sordina, soprattutto per quanto riguarda il partito al governo della città, sta via via assumendo toni sempre più accesi. E questo quando, invece, l’auspicio dei cittadini – e prossimi elettori – è che ci si misuri sui contenuti dei programmi e sulle emergenze del territorio, che a Sesto non sono poche. Insomma, che dibattito acceso sia, ma solo sui programmi.

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