Il ministro Minniti a Sesto per parlare di sicurezza

Summit dei sindaci del Nordmilano ieri pomeriggio nella sala consiliare del comune di Sesto San Giovanni con il ministro dell’interno Marco Minniti. “Sindaci che hanno ritenuto importante invitare il ministro alla luce dei nuovi decreti in materia di sicurezza e immigrazione. Tema – ha sottolineato il sindaco di Sesto San Gianni Monica Chittó – molto a cuore dei cittadini. Un problema che esiste e che è legato alla percezione. Leggendo il decreto ho apprezzato che si parli anche di questo aspetto. La percezione infatti ha delle ricadute anche per via della crisi, del modo in cui vengono vissuti i territori e degli scarsi strumenti a disposizione dei sindaci per combattere il degrado”.

Presenti in sala consiliare gli esponenti delle forze dell’ordine, le autorità politiche e civili.
Entra subito nel vivo il sindaco di Bresso Ugo Vecchiarelli che ricorda come Bresso e il suo centro di accoglienza, con l’arrivo dei profughi, sia passato in due anni da 100 a 500 ospiti richiedenti asilo. Numeri cresciuti in modo esponenziale. “La speranza – ha sottolineato il primo cittadino di Bresso – è che questa struttura ridimensioni i numeri. So quanto il ministro da dicembre stia lavorando rispetto a questo tema, ma noi però chiediamo che si lavori affinché si creino strutture di microaccoglienza per numeri sopportabili e gestibili e che non mettano in moto quelle condizioni di insicurezza che ben conosciamo”.
Territorio complesso quello del nord Milano, popoloso e con problemi di sicurezza dovuti a una penetrazione crescente della criminalità organizzata.
“Quando il Sindaco mi ha invitato – ha esordito il ministro -, ne sono stato felice per il ruolo di Sesto San Giovanni e del Nord Milano nella storia democratica, economica e sociale del nostro Paese, della quale bisogna tenere memoria” ed ha ricordato come con il Sindaco avesse condiviso la drammatica notte del 23 dicembre in cui il terrorista Anis Amri fu ucciso alla Stazione FS di Sesto “durante un normale controllo di polizia, di agenti che anzichè rimanere in macchina in una notte freddissima scesero a fare il loro dovere. L’elemento più straordinario è che quella azione è stata espressione del normale azione del controllo del territorio”.
Minniti ha poi definito gli episodi di terrorismo degli ultimi mesi “atti di terrorismo a prevedibilità zero” contro cui non si può fare nulla per prevenirli se non una azione di controllo del territorio. “E per farlo non bastano il ministero dell’interno e le forze dell’ordine perché il territorio è molto diverso da città a città. Serve una alleanza strategica tra Stato ed Comuni, che deve valorizzare i Sindaci, nella collaborazione, pur con funzioni distinte, fra Polizia Locale e altre Forze dell’Ordine”.
Il ministro ha infine sottolineato la necessità di tener conto della percezione della sicurezza da parte dei cittadini, che è decisiva e di dare risposte integrate (urbanistiche, d’inclusione sociale e di ordine pubblico), sapendo che si devono suonare tasti diversi ma “senza avere supponenza quando si parla di paura, sentimento da superare ma non da biasimare”.

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Entra subito nel vivo il sindaco di Bresso Ugo Vecchiarelli che ricorda come Bresso e il suo centro di accoglienza di via Clerici, con l’arrivo dei profughi, sia passato in due anni da 100 a 500 ospiti richiedenti asilo. “La speranza – ha sottolineato il primo cittadino di Bresso – è che questa struttura ridimensioni i numeri. So quanto il ministro da dicembre stia lavorando rispetto a questo tema, ma noi però chiediamo che si lavori affinché si creino strutture di microaccoglienza per numeri sopportabili e gestibili e che non mettano in moto quelle condizioni di insicurezza che ben conosciamo”.
Territorio complesso quello del nord Milano, popoloso e con problemi di sicurezza dovuti a fenomeni palesi, inclusa una penetrazione crescente della criminalità organizzata.
“Quando il Sindaco mi ha invitato – ha esordito il ministro -, ne sono stato felice per il ruolo di Sesto San Giovanni e del Nord Milano nella storia democratica, economica e sociale del nostro Paese, della quale bisogna tenere memoria” ed ha ricordato come con il Sindaco avesse condiviso la drammatica notte del 23 dicembre in cui il terrorista Anis Amri fu ucciso alla Stazione FS di Sesto “durante un normale controllo di polizia, di agenti che anzichè rimanere in macchina in una notte freddissima scesero a fare il loro dovere. L’elemento più straordinario è che quella azione è stata espressione del normale azione del controllo del territorio”.
Quello è stato il primo atto di terrorismo a prevedibilità zero: Berlino, Nizza, Londra. Così lo ha definito Minniti. “Non si può fare nulla per prevenirlo se non una azione di controllo del territorio. E per farlo non bastano il ministero dell’interno e le forze dell’ordine perché il territorio è molto diverso da città a città. Serve una alleanza strategica tra Stato ed Comuni, che deve valorizzare i Sindaci, nella collaborazione, pur con funzioni distinte, fra Polizia Locale e altre Forze dell’Ordine”.
Il Ministro ha poi sottolineato la necessità di tener conto della percezione della sicurezza da parte dei cittadini, che è decisiva e di dare risposte integrate (urbanistiche, d’inclusione sociale e di ordine pubblico), sapendo che si devono suonare tasti diversi ma “senza avere supponenza quando si parla di paura, sentimento da superare ma non da biasimare”.

F.P.

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