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Fa discutere il via libera alla creazione del futuro Parco Metropolitano

Sempre più vicina la creazione di un Parco Metropolitano. Mercoledì 5 aprile, il Consiglio metropolitano ha approvato la proposta di Ambito Territoriale Ecosistemico unico, relativo alla Macroarea 8, prevista dalla Legge regionale 28/2016 art. 3 comma 2, al cui interno risulta compreso sia il territorio del Parco Agricolo Sud Milano, sia quello del Parco Nord Milano, che daranno vita dunque a un unico ambito.
La proposta ha già visto l’approvazione da parte del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea dei Sindaci del Parco Agricolo Sud Milano nonché della Comunità del Parco Nord Milano. Entro il 18 aprile 2017 sarà inoltrata alla Regione Lombardia.
Ma la decisione non mette tutti d’accordo. Nei giorni scorsi, in una nota congiunta, le associazioni Amici del Parco Nord e Associazione per il Parco Sud Milano Onlus pur dichiarandosi sostenitrici della necessità di integrare i parchi lombardi, dichiarano che “il modo come oggi viene promossa è portatore di un evidente rischio di decadimento della qualità dei parchi, di burocratizzazione e di sradicamento dalla comunità viva dei cittadini e delle associazioni, finora vero motore del “miracolo” dei parchi lombardi”.
Per le due associazioni i due parchi hanno ciascuno la propria storia e finalità, rispondono a bisogni specifici, hanno funzioni diverse, sono il frutto di idee urbanistiche profondamente diverse. Il Parco Sud – spiegano – è un parco dove la fruizione del verde, della natura, delle abbazie e dei tanti retaggi si innesta nell’agricoltura che sta profondamente riorientandosi verso l’agriturismo, il km zero e le coltivazioni biologiche. Nulla a che spartire con le funzioni e le finalità del Parco Nord, un parco di fruizione che vive una condizione particolare ed estremamente interessante di parco inserito in un’area urbana densa e congestionata, proteso e ispirato ai caratteri del parco naturale”.
Proprio per questi motivi, per le due associazioni il tema fondamentale, che aspetta da anni di essere posto e adeguatamente discusso, è quello del rapporto tra i parchi e il territorio complessivo in cui si trovano. Un territorio che si è parallelamente deteriorato, divorato e compromesso da uno sviluppo urbano senza limiti e senza regole condivise e rispettate. Quali relazioni occorre istituire tra la pianificazione generale dei Comuni, della Città Metropolitana e della Regione e la pianificazione dei Parchi? Questi – concludono le associazioni – sono, e restano, i nodi che la legge avrebbe dovuto affrontare e non lo ha fatto. E ancora: “L’accentramento della gestione dei due Parchi comporterà inoltre la scelta di amministratori ancor più condizionati dalla politica. Ciò non significa che siamo per il mantenimento dello status quo. La Città Metropolitana dovrebbe essere protagonista del processo di rafforzamento e integrazione delle aree protette, ma è un percorso che richiede, oltre che i tempi e le risorse dovuti, una visione strategica e un ruolo autorevole che oggi purtroppo la legge regionale non assegna a questo giovane Ente”.

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