Sicurezza reale e percepita al centro del convegno della coalizione civica di Caponi

È partito dalla stringente attualità – il cyberbullismo – il convegno sulla sicurezza organizzato dalla coalizione civica del candidato sindaco Gianpaolo Caponi (Sesto nel Cuore, Cittadini di Sesto, Sestoqua) ieri sera nella Sala Talamucci di Villa Visconti d’Aragona.
Dario Donato, della smart community Sestoqua, ha affrontato il tema del bullismo via web e della sicurezza informatica, partendo dagli ultimi preoccupanti dati che riguardano i nostri ragazzi: la maggior parte di chi usa il cellulare dice di aver subito atti vessatori, la metà sono ragazze, in molti casi under 14.
Le conseguenze sono anche fisiche e spesso portano la vittima al suicidio. «Ad oggi – ha spiegato Donato al folto pubblico in sala – non esiste purtroppo una legge che configura il reato di cyberbullismo. Anche se quest’anno qualcosa a livello regionale si è mosso: ad esempio regione Lombardia ha stanziato 300mila euro per la prevenzione. E solo con la prevenzione, pensiamo noi di Sestoqua, è possibile aiutare i ragazzi». Prevenzione che deve coinvolgere tutti: gli stessi autori di atti di bullismo, le vittime, le famiglie, gli insegnanti.
Sono poi seguiti numerosi interventi, dalla criminologa Giulia Callegarin – che ha approfondito la questione della sicurezza e della percezione della sicurezza e di come il degrado nelle città influisca notevolmente su quest’ultima – a  Paolo Rosellini e Ghislaine Ravelli, candidati nella lista civica di Sesto nel Cuore e creatori dei gruppi di Autotutela dei cittadini tramite whatsapp. Proprio Rosellini ha raccontato con trasporto l’esperienza dei gruppi, approfondendo alcuni punti come il progetto del controllo di vicinato e l’utilità di portare avanti autonomamente una delle molteplici iniziative che rientrano nel programma del controllo del vicinato, ossia la formazione dei gruppi “whatsApp per la sicurezza”.
Ghislaine Ravelli si è invece soffermata in particolare sul delicato tema donne e sicurezza. «La percezione della sicurezza è diversa nell’uomo e nella donna – ha spiegato -. Vi faccio solo un esempio: un uomo che rientra di sera tardi, teme il furto, la donna anche lo stupro. E’ un dato di fatto: le donne che girano sole di sera per strada si sentono vulnerabili».
Ravelli ha quindi portato all’attenzione dei presenti altri esempi pratici: è più facile che sia una donna ad essere importunata in metropolitana, in un posteggio, in un vicolo isolato. «Immaginate una donna che attraversa un parco intimorita, che va a correre al Parco Nord, che siede su una panchina in un parchetto con un libro. Non possiamo essere tutte esperte di difesa. Il punto essenziale è che la percezione di insicurezza è legata alla vulnerabilità e questo, studi lo dimostrano, influisce anche sull’economia della città. Se non esco di casa di sera, non consumo. Ma cosa può aiutarci? L’illuminazione, la presenza di telecamere, la segnaletica ben fatta, la presenza della polizia locale».
Tematiche approfondite anche da Luca Monopoli, vigile e istruttore di difesa personale e da Alessandra Aiosa, capolista dei Cittadini di Sesto e storica commerciante di Sesto. A chiusura del convegno l’intervento del candidato sindaco della coalizione civica Gianpaolo Caponi che, ricordando che la sicurezza è una delle priorità del suo programma elettorale, ha ribadito che se otterrà la fiducia dei cittadini la sua amministrazione metterà subito in atto un piano di tolleranza zero contro il degrado, gli sprechi ed illegalità.

F.P. 

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