Aspro attacco dell’assessore Innocenti all’esponente di Libera in lista con Caponi

«Se invito al lancio della mia lista civica Stefano Parisi, già candidato di Berlusconi a Milano, Berlusconi a sua volta è stato datore dello stalliere Mangano e sodale di Dell’Utri in carcere per associazione mafiosa, e sono un rappresentante di Libera qualche problema ad appoggiare quella lista me lo dovrei porre».
Scivolone? Passo falso? Scegliete voi la definizione che meglio qualifica il discorso dell’assessore alla Cultura (sì, proprio così, alla Cultura) Rita Innocenti in occasione della presentazione della coalizione di centrosinistra che sostiene il sindaco Monica Chittò.
Innocenti, esponente di Sel e ora nella Fabbrica di Sesto, si è riferita usando queste parole ad uno dei giovani rappresentanti sestesi di Libera, l’associazione di don Ciotti contro le mafie. Il motivo? Perché ha scelto di candidarsi con la lista #Sestoqua che sostiene insieme ai Cittadini di Sesto e Sesto nel Cuore la candidatura a sindaco di Gianpaolo Caponi.
Frasi di cattivo gusto che si commentano da sole: in sostanza, stando alle dichiarazioni dell’assessore Innocenti, per un esponente di Libera dovrebbe essere un problema militare in una lista civica che ha incontrato Parisi, uomo vicino a Berlusconi e (forse per la teoria dei “6 gradi di separazione”?), di conseguenza, ad altri suoi amici.
Stando a questa stessa teoria, ai lettori più attenti non sarà di certo sfuggito che venerdì sera, a SpazioMil, accanto alla Innocenti sedeva anche il primo cittadino di Bergamo Giorgio Gori che proprio con Berlusconi ha a lungo lavorato.

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