#Sestoqua: quale destino per i beni confiscati?

I giovani di #Sestoqua

“In attesa di presentare ufficialmente la sua lista civica (giovedì 6 aprile, alle 21, al Blow di via Padre Ravasi 16) la smart community #Sestoqua interviene su un argomento di grande attualità, i beni confiscati alla criminalità. “Vorremmo parlare del problema relativo ai beni confiscati, per essere poi assegnati, mediante bando, a cittadini meritevoli o alle cooperative. Alcuni di questi beni confiscati, esistono anche nel nostro Comune e uno di questi, ubicato in viale Marelli 192, è stato assegnato alla parrocchia di Santo Stefano, che sarà utilizzato con finalità d’ospitalità temporanea per la durata della convenzione (2 anni)”.
Questo bene confiscato è stato assegnato nel 2008 al Comune di Sesto San Giovanni ed era già stato destinato ad essere impiegato negli anni precedenti, all’interno di un altro progetto sempre con finalità residenziali.
“La felicità per la notizia si accompagna, però, all’incertezza sul futuro del bene Sayonara-LaRocca di cui dal 2010 (anno di assegnazione al comune) ad oggi non si hanno notizie – continuano i giovani di Sestoqua -. Il bene confiscato Sayonara-LaRocca è un vecchio nightclub sito in viale Gramsci 191 che fu assegnato al Comune di Sesto San Giovanni nel 2010, dopo essere stato confiscato ai 2 precedenti proprietari insieme ad altri beni presenti nel territorio di Sesto (che hanno avuto invece un destino positivo di riutilizzo).
Noi di #sestoqua siamo consapevoli delle procedure d’assegnazione di un bene confiscato (molto complesse) che prevedono la convocazione di un bando, e proprio per questa ragione iniziamo seriamente a interrogarci su cosa il Comune di Sesto San Giovanni abbia realmente fatto dal 2010 ad oggi per l’assegnazione di questo bene; vogliamo essere messi a conoscenza della convocazione di bandi (se è avvenuta, quando è avvenuta e con quali esiti), vogliamo sapere se il bene presenti delle problematiche e come il Comune abbia pensato di farvi fronte; in parole povere vogliamo conoscere il destino di quel bene. Crediamo che sia diritto di tutti i cittadini essere messi a conoscenza di queste realtà perché i beni confiscati sono prima di tutto patrimonio che è strappato alle Mafie per essere messo a disposizione di tutti NOI. Ma i beni confiscati non sono soltanto occasioni di vittoria morale dello Stato sulle Mafie ma sono anche esempi di rilancio sociale e degli ambienti: basti pensare alle cooperative che lavorano sui terreni confiscati alle mafie, agli esempi di lavoro nei negozi tolti alle mafie anche nella nostra Regione e nella nostra Provincia”.
Da un documento redatto da Regione Lombardia nel 2015, si calcola che il numero d’immobili confiscati alle mafie ammonta a 1266 (il quinto valore su base nazionale dopo Sicilia, Calabria, Campania e Puglia) e si contano 283 aziende confiscate alle mafie; dal punto di vista nazionale sono 17577 i beni confiscati alle mafie e 866 le aziende (sempre dati aggiornati al 2015, ma con un trend di forte crescita per entrambi i parametri).
“Molti beni confiscati permangono senza futuro e molte aziende (anche floride) perdono mercato per problemi legati sia alle pieghe della legislazione sia a difficoltà di varia natura che non sempre gli enti sono in grado di superare.  Se per i beni confiscati, le maggiori problematiche sono legate ai costi di ristrutturazione (molti vengono devastati prima della confisca), alle ipoteche (spesso troppo elevate) o alla mancanza di progetti, per le aziende il tutto assume un duplice aspetto: non soltanto di sconfitta per la chiusura dell’azienda, ma anche perché la chiusura di un’azienda, comporta posti di lavoro che si perdono e occasioni in cui lo Stato mediante una sua legge non ben aiutata, distrugge quel senso di legalità che dovrebbe aiutare a costruire.
In un territorio, come quello sestese, che presenta 22 beni confiscati: noi di #sestoqua vogliamo che la nostra amministrazione se ne occupi in modo metodologico seguendo regole chiare (in linea con il decreto legislativo 159 del 6 settembre 2011, che dà ai comuni un anno di tempo per l’assegnazione dei beni confiscati mediante bando pubblico), con un’analisi attenta delle problematiche e con una rinnovata invettiva nel trovare soluzioni per superare le difficoltà. Vogliamo che i beni confiscati tornino a essere una priorità del comune, perché è sempre un’occasione per l’Amministrazione. #Sestoqua continuerà la sua azione, affinchè si convochi al più presto il bando e si renda la città partecipe di questi pezzi di Sesto da far rinascere”.

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