Noi della Lombardia x Sesto, Città della Salute: asso nella manica della Chittò?

Da “Noi della Lombardia x Sesto” riceviamo e pubblichiamo
Nella primavera 2012 la campagna elettorale dell’allora candidata a sindaca Monica Chittò fu molto incentrata sulla Città della Salute e della Ricerca (CdSR) che Regione Lombardia avrebbe potuto assegnare a Sesto. Di questa, allora, ipotetica assegnazione ne avrebbe potuto far buon gioco anche la candidata del centro destra, in fondo Regione Lombardia era ed è amministrata da quella composizione politica e la scelta di Sesto avrebbe potuto essere giocata alla pari tra le candidate, il merito venne invece monopolizzato dalla candidata Chittò che della CdSR nulla sapeva fino a poche settimane prima.
E’ solo da ricordare che Monica Chittò è stata proclamata sindaca ai primi di giugno, nel pieno della polemica, iniziata a marzo, tra il sindaco di Milano ed il governatore di Regione Lombardia, Formigoni, perché quest’ultimo aveva fissato il 30 giugno, dopo ben due rinvii chiesti ed ottenuti da Pisapia, come data ultima per la riunione di Giunta Regionale che avrebbe assegnato la CdSR, lasciando al Comune di Milano, secondo Pisapia, troppo poco tempo per scegliere una sede alternativa alla caserma Perrucchetti, di proprietà del Ministero della Difesa e quindi non nella disponibilità del Comune.
Come poter dimenticare poi la “guerra” senza esclusione di colpi tra PD milanese (con gli assessori De Cesaris e Majorino in prima fila veementi e sulle barricate a difesa della milanesità dei due prestigiosi IRCCS) e PD sestese che si vedeva “regalare” la tanto agognata funzione di eccellenza, dopo aver visto sfuggire Banca Intesa, i laboratori di Rubia e tutte le altre ipotesi mai concretizzate per dare lustro al PII ex Falck.
Formigoni, che della CdSR era stato ideatore, prese quindi la sua decisione (insieme al segretario generale Sanese ed il direttore generale Lucchina) in pieno contrasto con il PD metropolitano, ma la soluzione Sesto era in quel momento necessaria.
Oggi, a distanza di cinque anni, pare che la CdSR tornerà ad essere l’asso nella manica della sindaca Chittò, questo senza nessun merito reale e dopo una serie di gravi errori che hanno portato ad una dilatazione dei tempi, da ricordare che nel primo cronoprogramma i primi trasferimenti di reparti da Besta e Tumori avrebbero dovuto iniziare a febbraio 2017 e concludersi a maggio 2018. Ciascuno tragga le proprie conclusioni e poco hanno a che fare i recenti ricorsi sulla gara.
A differenza di cinque anni fa, anche il candidato del centro destra, Roberto Di Stefano, ci sta giocando la propria partita, se nel 2012 assegnare la CdSR a Sesto fu un modo per l’allora governatore Formigoni di salvare la faccia da una brutta figura, l’area dell’A.O. Sacco da anni designata non sarebbe stata più disponibile, oggi, con le aree EXPO libere ed alla ricerca di nuova vita e considerando che, oltre allo Human, all’Università di Milano, anche l’IRCCS Ortopedico Galeazzi ha chiesto di poterci costruire la propria nuova sede (e l’ortopedia è quello che manca sia a Besta che Tumori), la scelta di Sesto deve essere considerato un “regalo” ben maggiore del 2012.

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