Cinisello, espulso 36enne tunisino. Regione: due le moschee abusive

“Avanti un altro! Un tunisino residente a Cinisello Balsamo dove, sarà un caso, il sindaco rispondendo alla nostra richiesta di mappatura di moschee e centri islamici, ci aveva segnalato la presenza di due situazioni quantomeno
critiche”. Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Città metropolitana,
incaricata dal presidente Maroni di porre in essere tutte le azioni utili per contrastare il radicalismo islamico, commenta così la notizia dell’espulsione ‘per motivi di sicurezza’ dall’Italia di un 36enne cittadino tunisino, residente a Cinisello Balsamo.
Nella città confinante con Milano il sindaco Siria Trezzi aveva fatto presente a Regione Lombardia che a Cinisello Balsamo risultavano due luoghi di culto non autorizzati: il Centro islamico di via Frisia e il Centro islamico di via Matteotti entrambi oggetto di ricorsi presso Tar e Consiglio di Stato e spesso al centro delle cronache per situazioni poco chiare.
Il cittadino tunisino, 36 anni, residente a Cinisello, è stato espulso il 23 marzo con un provvedimento firmato dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, a seguito dell’operazione eseguita dalla Polizia Postale di Perugia su estremisti islamici attivi nel diffondere sul web scritti di propaganda jihadista e sostegno all’Isis. 

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