Aeterna, Triennale di arti visive. Espone anche la scultrice Elena Guerrisi

Apre al pubblico dal 26 marzo al primo aprile “Aeterna”, la terza Esposizione Triennale di arti visive ospitata a Roma dal Complesso del Vittoriano (Ala Brasini). L’inaugurazione si terrà sabato 1 aprile alla presenza del curatore Gianni Dunil, del fondatore del movimento artistico Estetica Paradisiaca Daniele Radini Tedeschi e del critico d’arte Achille Bonito Oliva.
Il tema su cui poggia l’intera manifestazione consiste nella riflessione sul concetto di effimero contrapposto a quello di eterno, sulle possibilità delle arti visive di rispondere ai valori sociali contrastanti e tendenti sempre più verso un nichilismo tecnologico. Un Tilt estetico, un azzeramento formale ed una linguistica dell’incomunicabilità.
Alla esposizione sarà presente anche la scultura “La ruota del tempo” dell’artista calabrese Elena Guerrisi (nella foto).
Un’opera, come scrive il Prof. Sergio Rossi, che sembra far sfociare una domanda: E l’uomo e la donna che fine hanno fatto? Ecco allora toccato un altro punto nodale dell’essenza. Poetica della nostra artista, quello della “presenza –assenza”, perché, per usare i termini degli antropologi, è come se l’essere umano, proprio attraverso la sua (apparente) assenza “presentificasse” il suo essere li, ora. Sta dietro il sasso o la bici, in preparazione e attesa del momento della riappropriazione della scena. E sembra proprio che la Guerrisi, con la sua arte, voglia proprio inverare quanto io ho osservato in altra sede e cioè che l’uomo è un tutt’uno con l’ambiente fisico e storico in cui vive, che egli ha modificato e dal quale è stato a sua volta modificato e quindi tutelare il contesto storico – ambientale in cui egli vive ha prodotto la sua avventura di civiltà è una condizione fondamentale per garantirne al meglio un’esistenza degna di questo nome; tutto questo, scrive Rossi, Elena Guerrisi lo ha reso possibile attraverso la sua opera, che è insieme figurativa e astratta, materica e concettuale ma sempre guidata da una tensione etica e poetica che ne qualifica l’operato.
Tutte le fotografie delle opere esposte sono raccolte nel catalogo della mostra, impreziosito da un saggio introduttivo del Prof. Vittorio Sgarbi.

 

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