Beccalossi: la moschea “provvisoria” di Sesto è irregolare e va chiusa

L’assessore Beccalossi visita l’area dove sorgerà la moschea

«La moschea di Sesto San Giovanni, secondo quanto emerso dalla documentazione ricevuta da quel Comune, in risposta al monitoraggio sui luoghi di culto,  non è ‘provvisoria’ come continua a definirla l’amministrazione comunale, bensì ‘irregolare’. Infatti non rispetta i principi sanciti dalla sistema normativo regionale. Tutto ciò è stabilito con chiarezza dalle leggi della Lombardia e per questo ho scritto questa mattina al sindaco Monica Chittò per informarla dei risultati di un dettagliato approfondimento giuridico effettuato dai miei uffici».
Lo dichiara l’assessore al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Città metropolitana Viviana Beccalossi, intervenendo in merito alla questione relativa alla struttura utilizzata in via Luini, al Restellone di Sesto, da oltre un anno come luogo di aggregazione e preghiera per la comunità musulmana a Sesto San Giovanni. Un capannone prefabbricato collocato a fianco del cantiere in cui sorgerà nei prossimi anni la grande moschea. «In questo capannone – continua Beccalossi – regolarmente si svolgono incontri e funzioni di carattere religioso, con tanto di targa che lo qualifica come sede di una ‘moschea’ e un ‘centro islamico’. Dal punto di vista strettamente urbanistico la cosiddetta ‘moschea provvisoria’, deve rispettare quanto previsto dalla Legge Regionale 2/2015 sui luoghi di culto, in quanto è stata realizzata successivamente all’entrata in vigore della norma.  Per realizzare un nuovo luogo di culto, di qualunque confessione religiosa, questo deve essere previsto nel ‘Piano delle attrezzature religiose’ che il Comune avrebbe dovuto redigere all’interno della propria pianificazione urbanistica. Dai documenti in nostro possesso, non risulta che a Sesto questo passaggio decisivo sia stato compiuto. Inoltre – continua l’assessore Beccalossi – una struttura temporanea, secondo le regole urbanistiche dettate dal Testo Unico edilizia, deve essere rimossa entro un termine perentorio di novanta giorni dalla sua realizzazione, perché altrimenti di temporaneo non ci sarebbe proprio nulla».
Rincara la dose Jari Colla, vicecapogruppo della Lega Nord in Consiglio Regionale Jari Colla: «Ora è ufficiale: secondo la documentazione consegnata dal Comune a Regione Lombardia la moschea di Sesto San Giovanni viola i requisiti urbanisti sanciti dal sistema normativo regionale. La moschea dunque va chiusa, nessuno può essere superiore alla legge».
Anche per il circolo cittadino di Fratelli d’Italia-AN il primo cittadino non ha più scuse. «Chiuda immediatamente la moschea abusiva di via Luini – afferma Michele Russo, commissario cittadino di FdI -. Non abbiamo le competenze tecnico-amministrative per capire se si possa arrivare a parlare di abuso edilizio, ma di certo sappiamo che in Italia la legge è uguale per tutti. Siamo dunque sicuri che il sindaco Chittò provvederà a interrompere un processo ‘irregolare’ che dura da troppo tempo. La libertà di culto è legittima ma deve rispettare le regole e questo vale per tutte le fedi religiose».

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