Città della Salute, accolto ricorso di Salini Impregilo. Maroni: la gara non va rifatta

 

«Non dobbiamo rifare la gara, come qualche giornale ha riportato, la sentenza dice che bisogna ricalcolare alcuni parametri per decidere chi ha vinto. Ricordo che, per la prima volta, in questo caso avevamo costituito una commissione di tecnici estratti a sorte dall’Albo degli architetti, degli ingegneri, delle Università. Più tecnica di così la Commissione non poteva essere. Si riunirà di nuovo e, valutando le indicazioni della sentenza, procederà all’aggiudicazione della gara». Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, questa mattina, sulla recente notifica della sentenza del Consiglio di Stato che ha, in sede giurisdizionale, accolto solo parzialmente il ricorso proposto da Salini Impregilo (arrivata seconda nella gara d’appalto) per la riforma della sentenza del Tar concernente l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e la realizzazione della Città della Salute e della Ricerca sulle aree ex Falck di Sesto San Giovanni.
La sentenza sostanzialmente va ad annullare parzialmente la gara vinta da Condotte d’Acqua sul presupposto della presenza, tra le società che compongono la cordata d’imprese per i lavori, della Maltauro, commissariata proprio in seguito all’inchiesta sulla corruzione Expo.
«Credo che in una ventina di giorni si farà tutto e poi si procederà come prima – ha aggiunto Maroni -, il progetto non è messo in discussione, anzi, vogliamo continuare a investire su quell’area in quella direzione, insieme all’Università degli Studi, alla Bicocca. E’ un piccolo intoppo che non cambia nulla rispetto al progetto e si procederà secondo le scadenze già previste».
Ieri sera, intervenendo all’incontro del PD sulle trasformazioni urbanistiche e lo sviluppo economico connessi alla Città della Salute, il sindaco di Sesto Monica Chittò ha riferito di aver avuto un colloquio con Maroni, in merito al contenuto della sentenza, sottolineando che essa non compromette né il progetto né la gara, non delegittimando né la scelta progettuale né la procedura che ha portato Infrastrutture Lombarde ad aggiudicarsi il bando – ma che richiede una verifica circa l’aggiudicatario della gara.
 «Tale operazione verrà svolta in tempi rapidi – ha sottolineato Chittò -, consentendo la ripresa delle procedure in breve tempo, secondo il cronoprogramma dei lavori».
Fin qui le posizioni ufficiali, è tuttavia palese che, stando così le cose, i tempi per la realizzazione del polo ospedaliero sulle aree che ospitano gli scheletri delle storiche acciaierie, si fanno più indefiniti.

 

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