Il polo civico apre la campagna elettorale. Caponi: noi alternativa alla sinistra e alla destra

Aperto da un video sul degrado a Sesto San Giovanni sulle note di ‘Nulla accade’ di Marracash e Guè Pequeno, la presentazione alla città del polo civico formato dalle liste civiche Sesto nel Cuore e Cittadini di Sesto, insieme alle associazioni Cittaviva e #Sestoqua, ha portato al Maglio di via Granelli un pubblico vastissimo di cittadini (in platea anche l’ex candidato sindaco del comune di Milano per il centrodestra Stefano Parisi).
«Un altro modello è possibile»: da questo claim il presidente dell’associazione culturale Sesto nel cuore Maurizio Torresani è partito per introdurre la serata davanti a una platea attenta e da tutto esaurito (quasi 500 persone). «Spesso ci chiedono se siamo di destra o di sinistra – ha esordito – e noi rispondiamo di voler abbandonare questo concetto: siamo semplicemente uomini e donne sestesi che amano Sesto».
Tante voci hanno dato il loro contributo nel corso della serata, a cominciare da Alessandra Aiosa leader della associazione e della lista civica Cittadini di Sesto: «La progettualità condivisa è il fulcro su cui tutto il nostro lavoro ruoterà. In questo polo civico ognuno, con le sue competenze, si mette al lavoro per il bene comune». Aiosa ha quindi spiegato il motivo che ha spinto i Cittadini di Sesto ad entrare nel polo civico in vista delle amministrative di maggio («La scelta è stata quella di allearsi sui programmi») e ribadito i punti cardine per il polo civico: cambiamento («Spaventa, lo sappiamo, ma l’innovazione passa solo attraverso il cambiamento») e partecipazione.
Hanno poi preso la parola due associazioni che hanno aderito al polo civico, la Smart community #Sestoqua e Cittaviva. «Tutto è partito da un gruppo di amici brontoloni che ha trovato il coraggio di unirsi sul territorio – ha spiegato emozionata la presidente di #Sestoqua Federica Cesarotti -. Vogliamo poter dare voce alle esigenze dei ragazzi, ma soprattutto siamo all’ascolto e cerchiamo il confronto».
Scopo dell’associazione è infatti favorire la promozione sociale mediante il miglioramento della qualità della vita dei giovani, in particolare in aree di intervento quali l’educazione, la formazione, la qualificazione del tempo libero, la promozione del volontariato.
E’ partita invece da una frase di Papa Francesco (Con te o senza te non è lo stesso), la presidente di Cittaviva Roberta Pizzochera per spiegare la mission della associazione: «Cittaviva nasce per dare un impulso e un ruolo attivo al cittadino. Il nostro intento è quello di sviluppare una comunità consapevole, che generi un movimento per il Bene Comune, che tenda a unire e non a dividere, in cui la sussidiarietà divenga il Dna della Comunità».
Sul palco sono quindi saliti i protagonisti di Sesto nel Cuore, per portare l’esperienza di questi cinque anni di lavoro e parlare di sfide future: Angela Tittaferrante, Marco Lanzoni, Piero Pavan (consigliere fino al 2014) e il capogruppo consiliare Gianpaolo Caponi, per tutti “Il Capitano”.
In un lungo e emozionato discorso Caponi ha riconfermato la sua candidatura a sindaco («Facendo un bilancio del lavoro svolto finora, mi sono domandato se dovevo proseguire oppure fermarmi. Quando alla mia compagna ho spiegato che non volevo lasciare a metà il lavoro avviato per cambiare la mia città, mi ha appoggiato e spronato ad andare avanti») e, circondato dal suo gruppo, ha sottolineato le mancanze dell’amministrazione comunale: «Dalla mala gestione delle farmacie comunali e degli appalti, alla gestione sciagurata della colonia di Bibbona, dalla colonia di Rota Imagna ridotta praticamente a un rudere, allo stato di abbandono degli impianti sportivi».
Governare significa risolvere problemi, ha poi sottolineato Caponi, passando ad elencare alcuni punti programmatici del polo civico: «La nostra sfida è accompagnare uno sviluppo armonioso della città: stiamo ancora discutendo di riconversione delle aree Falck, ma dobbiamo pensare anche alla città costruita. Noi abbiamo presentato un progetto di riqualificazione di piazza Diaz e vorremmo andare oltre per portare una riqualificazione dei punti nevralgici della città». Lotta al degrado urbano («affrontarlo significa anche rilanciare il commercio di vicinato»), viabilità e mobilità, sicurezza (in sala anche Paolo Rosellini e Ghislaine Ravelli coordinatori dei comitati di sicurezza via WhatsApp per prevenire truffe e microcriminalità), sport e cultura come aggregazione: tanti i temi affrontati nel lungo discorso.
«Vi starete domandando: dove troverete i soldi per tutti questi interventi? – ha concluso Caponi -. Attraverso un’ottimizzazione della gestione pubblica: prendendo a prestito un termine del gergo calcistico, pensiamo che questa sinistra e questa destra debbano fare un po’ di panchina, forse perché in questi anni hanno esaurito l’energia, noi no!».

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