Cittaviva nel polo civico di Caponi e Aiosa: ricostruiamo una comunità consapevole

Roberta Pizzochera

Questa sera al Maglio di via Granelli 1, alla presentazione ufficiale del polo civico guidato da Gianpaolo Caponi (Sesto nel Cuore) e Alessandra Aiosa (Cittadini di Sesto) saranno presenti anche le associazioni #Sestoqua e Cittaviva.
A spiegarci come nasce l’idea di aderire al progetto delle due liste civiche cittadine in vista delle prossime amministrative è la presidente di Cittaviva Roberta Pizzochera.
Questa sera ufficializzate il vostro ingresso nel polo civico formato da Sesto nel Cuore e Cittadini di Sesto. Come è nata questa decisione?
“L’associazione continuerà comunque in un suo autonomo percorso. Massimo Passuello, Dario Donato ed io abbiamo aderito al polo civico per mettere al servizio della comunità le nostre esperienze personali e professionali, ed il lavoro dell’associazione. Mi interesso di scuola ed educazione anche in altre associazioni, professionalmente mi occupo di ricerche sociali e studio dei bisogni, Massimo Passuello è un dottore commercialista con funzioni di revisione dei conti, mentre Dario Donato maestro di musica, ha una competenza e passione per la cultura in genere oltre ad occuparsi di sicurezza dello stato”.
Come nasce Cittaviva?
“Cittaviva nasce dall’idea di creare un’agorà nella città, una piazza dove pensieri, persone e progetti possano incontrarsi e dare forma ad una comunità viva. Da qui il nome che abbiamo scelto”.
Da che esperienze politiche provenite e quanti siete ad oggi?
“Una decina di soci partecipano attivamente, se intendiamo, per politica, occuparsi della cosa pubblica, abbiamo maturato esperienze di volontariato e impegno sociale e civico. Se invece intendiamo militanza partitica nessuno degli attuali soci di Cittaviva ha mai avuto tale esperienza”.
Sesto San Giovanni: la prima “urgenza” che vi viene in mente?
“Ricostituire una comunità consapevole. Un tempo c’era, quando era più forte il legame con la nostra Città e vi era una comunità coesa e capace di mutuo soccorso. Si scorge purtroppo un individualismo quasi protettivo e uno scollamento tra la vita quotidiana di ognuno e l’impegno verso il bene comune, quasi non ci appartenesse. Manca la consapevolezza del ruolo che ciascuno di noi ha e può avere nella società. Intendo lavorare per ricreare le basi di una comunità di cittadini coscienti e partecipi alla vita di Sesto San Giovanni. 
Una città intelligente capace di adattarsi ai cambiamenti”.

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