Smartfood, alla scoperta della prima dieta italiana a marchio scientifico

Quali sono i 32 alimenti che ci aiutano a vivere meglio e più a lungo? Ce ne ha parlato Eliana Liotta, giornalista, scrittrice e divulgatrice scientifica, martedì 17 gennaio presso l’auditorium  della Banca di Credito Cooperativo di Sesto San Giovanni, dove ha presentato uno dei suoi ultimi libri “La Dieta Smartfood”, la prima dieta italiana a marchio scientifico nata in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia che si fonda su più di 30000 ricerche scientifiche. Infatti SmartFood é un progetto di divulgazione scientifica e ricerca sui fattori protettivi della dieta che si propone di individuare nuove strategie per ridurre  il rischio di malattie croniche e aumentare la longevità. Il libro, edito da Rizzoli, ha raccolto consensi in tutta Europa ed é stato tradotto in molte lingue.
Perché smart? Perché gli alimenti protagonisti sono super cibi intelligenti capaci di dialogare con il nostro organismo, curarlo e proteggerlo non solo dal cancro ma anche  da patologie cardiovascolari o neuro degenerative. Sono dunque alleati della nostra salute saziando ma contemporaneamente allungandoci la vita. Ed inoltre combattendo i chili di troppo. La dieta non é difficile da seguire e prevede l’inserimento di alimenti molto comuni nei nostri menù quotidiani. Per primi i cereali integrali ricchi di vitamine e fibre, la frutta e la verdura fresca. Della pasta, pane o riso non possiamo farne a meno perché ci forniscono glucosio. L’importante é controllarne il peso e ridurne le porzioni. Nella dieta é inclusa anche la carne: non c’é una demonizzazione della carne rossa. L’Organizzazione Mondiale della Salute suggerisce di non superare i 500 grammi alla settimana (compresi gli affettati!).
Sono benvenute le uova, il pesce che contiene grassi insaturi e omega 3, gli spazzini delle arterie e i legumi, senza grassi ma con tanta fibra. Arance e mandarini aiutano ad assorbire il ferro e l’olio extra vergine é un condimento davvero privilegiato che  funziona come un antinfiammatorio (la dieta smart food ne consiglia quattro o cinque cucchiaini al giorno).
Purtroppo per noi, gli insaccati e i formaggi non sono dei buoni amici perché contengono grassi saturi e tanto sale. Anche se la dieta smart food riconosce l’eccezionalità e il benessere come una questione sia fisica che psichica e include delle sostanze amiche che ritroviamo in alimenti  da noi molto apprezzati: le antocianine nelle ciliege, nelle fragole o nei frutti di bosco, il resviratrolo nell’uva , nel vino e nel cioccolato fondente.
Ogni consiglio è improntato al rigore scientifico, perché la Dieta Smartfood si basa sugli studi all’avanguardia di nutrigenomica, la disciplina che va a individuare le relazioni tra patrimonio genetico e cibo. Si è scoperto infatti che alcune molecole che assumiamo con l’alimentazione influenzano i nostri geni e quindi il nostro stato di salute. Non solo: l’ipotesi più affascinante, in corso di sperimentazione, è che addirittura riescano a imbavagliare i geni che ci fanno invecchiare. Il pioniere di questi studi è uno dei coautori del libro, Pier Giuseppe Pelicci, il primo scienziato al mondo ad aver dimostrato l’esistenza dei geni dell’invecchiamento nei mammiferi.

Maria Sole Citraro

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