Terrorismo, Beccalossi al governo: sepoltura Amri non sia a carico del Comune di Sesto

«Vi chiedo di fare tutto ciò che è nelle vostre competenze per evitare che le spese relative al deposito presso l’obitorio, della bara e della sepoltura, non siano a carico nè del comune di Sesto San Giovanni, nè di nessuna altra Istituzione italiana. Ciò suonerebbe come una beffa atroce sia per le vittime della strage di Berlino, sia per i due agenti di Polizia che hanno avuto un conflitto a fuoco con il terrorista. Ma anche per tutta la popolazione del nostro Paese».  Lo scrive Viviana Beccalossi, assessore regionale alla Città metropolitana e Territorio (nella foto), cui il presidente Maroni ha affidato l’incarico di porre in essere azioni contro il radicalismo islamico, in una lettera inviata oggi ai ministri dell’Interno, Marco Minniti, e a quello degli Esteri, Angelino Alfano. La missiva fa seguito alle notizie secondo cui, sulla base di quella che risultano essere, in termini generali, le regole che normano questa vicenda, le procedure relative alla sepoltura del terrorista Anis Amri potrebbero essere a carico dell’amministrazione comunale in cui è deceduto il killer di Berlino, ovvero Sesto San Giovanni.
«In questo modo – spiega Viviana Beccalossi – vogliamo essere al fianco del comune di Sesto San Giovanni, ovviamente non per motivi economici, ma per evitare che la città e i suoi cittadini debbano anche subire il danno di dover farsi carico di tutte le incombenze del caso. Resto dell’idea che, mai come in questa situazione, sia necessario applicare il buon senso. Se qualcuno deve prendersi in carico la salma del terrorista non può che essere il suo Paese d’origine, cioè la Tunisia».

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