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Il bocciodromo Falck chiude ma per il PD si va ad ampliare l’offerta sportiva sul territorio

Continuano le reazioni politiche in seguito all’approvazione della delibera relativa al project financing per la riqualificazione e gestione – affidata per 30 anni alla Cierre, attuale gestore – del centro sportivo Falck di via Cantore. Per il PD di Sesto San Giovanni l’approvazione della delibera rappresenta un risultato importante per questa amministrazione comunale. “Nelle prossime settimane verrà messo a gara il progetto presentato dalla Cierre Srl – dichiara Marco Tremolada, capogruppo consiliare PD – che assicurerà alla città, e particolarmente al quartiere 5, uno spazio con un’offerta sportiva multidisciplinare, con impianti dedicati al tennis, calcetto, due piscine scoperte, due luoghi di aggregazione, uno spazio coperto per la pratica di sport legati all’acquaticitá. In questo modo si potrà assicurare alle famiglie e ai bambini un luogo di svago e pratica sportiva fin qui assente in città”.
Degli anziani che frequentavano fino a due anni il centro sportivo, anche solo per trascorrere qualche ora in compagnia, non si parla. Si parla invece dell’emendamento della delibera con la quale il vice sindaco Rivolta ha annunciato la realizzazione di un nuovo bocciodromo in uno spazio demaniale attraverso l’accensione di un mutuo sostenuto con i proventi del canone che verrà pagato dal vincitore della gara. Misura accolta dai tanti rappresentanti delle bocciofile presenti alla seduta consiliare con scetticismo. E in verità ci si domanda come sia anche solo pensabile realizzare ex novo un impianto per le bocce quando quello che c’è – da due anni in abbandono – era perfettamente funzionante ed era tra i migliori di tutto il Comitato di Milano.
Per il PD cittadino però con questa decisione si va ad ampliare l’offerta sportiva sul nostro territorio, anche perchè “in assenza di un nuovo gestore – insiste Tremolada -, dall’1 settembre 2017 il Centro sarebbe rimasto chiuso, risultando la gestione attuale del tutto antieconomica e venendosi così a creare uno spazio dismesso nella città”.

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