Assemblea pubblica Confcommercio, Sangalli: un Patto per la Grande Milano

Nuova alleanza per una Grande Milano che guarda all’Europa con una sempre maggiore capacità attrattiva: nel turismo, nella qualità della vita, negli investimenti. Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza – che ha ospitato il 27 giugno nella sua assemblea pubblica il neo sindaco di Milano e della Città Metropolitana Giuseppe Sala e il governatore della Lombardia Roberto Maroni – parte da un dato di fatto importante: l’accoglienza positiva che ha riscontrato il “Decalogo del Terziario per la Grande Milano” – prosecuzione dell’impegno avviato con “Benvenuto il Luogo”, il programma presentato dal presidente Carlo Sangalli. “Milano, dopo la pausa elettorale, – afferma Sangalli – deve ritrovare slancio e determinazione per realizzare alcune priorità dalle quali dipende il futuro della Grande Milano. Penso a Città Metropolitana, periferie, mobilità e sostegno alle imprese. E sostenere le imprese – non dimentichiamolo mai – significa creare posti di lavoro e benessere. L’obiettivo alto è una città piattaforma, rapida, attrattiva e pienamente inserita nella rivoluzione digitale e globale. Capace di integrare le diversità valorizzando le proprie radici”.
Fondamentale in tal senso la costituzione di una nuova alleanza  pubblico-privato che si traduce in un Patto costituente tra Istituzioni e Parti sociali. “Sì, dunque, all’evoluzione del Tavolo per lo sviluppo della Città Metropolitana in un Patto costituente tra Amministrazione e parti sociali”, prosegue Sangalli.Anche il Post-Brexit dà a Milano un’occasione per rafforzarsi come piazza finanziaria internazionale: servono un gioco di squadra pubblico/privato come per Expo, agevolazioni fiscali e migliori infrastrutture immateriali come la banda ultra-larga.
“La Brexit – rileva Sangalli – preoccupa per le ripercussioni su finanza ed economia ma potrebbe anche rappresentare un’opportunità per il nostro territorio. Milano può candidarsi, infatti, come piazza finanziaria internazionale in grado di subentrare a Londra. E siamo d’accordo con la proposta del Sindaco Sala di candidare la nostra città a ospitare l’Autorità bancaria Europea. E con quella del Governatore Maroni di ospitare l’Agenzia Europea per il farmaco. Certo, per le società estere che investono sono necessari incentivi fiscali e bisogna migliorare alcune infrastrutture immateriali come la banda ultra larga ma possiamo farcela. La Milano che ha vinto la sfida di Expo, può vincere anche quella del post Brexit”.
Per Confcommercio il rilancio delle periferie è un’altra grande sfida da raccogliere per una Milano, il più possibile, a una sola velocità di sviluppo. Nel “Decalogo” si parla di “oltre le periferie”: un piano operativo di ricucitura urbana in zone a bassa intensità attrattiva con incentivi fiscali alle nuove imprese in periferia e la promozione di reti d’impresa tra gli esercizi commerciali di vicinato. Le aree periferiche, ma anche assi commerciali più centrali, devono essere “osservate speciali” perché è molto forte il rischio di difficoltà per tante attività commerciali che rendono vivi i quartieri. Imprese che accusano la crescente concorrenza dei grandissimi centri commerciali della prima fascia dell’hinterland milanese.
Meno degrado, più sicurezza. Sicurezza e legalità percepite costituiscono un vero e proprio asset di sviluppo per Milano. Non è possibile avere una politica di decoro urbano che continui a tollerare l’illegalità diffusa: occorre, ad esempio, un’azione di contrasto molto più forte per combattere abusivismo e contraffazione.
Le proposte sulla mobilità. Nelle proposte sviluppate da Confcommercio in “Benvenuto Il Luogo” e rilanciate nel “Decalogo”, si punta al rafforzamento delle aree pedonali – non isole pedonali – con tre requisiti: accessibili (cioè comodamente raggiungibili); dinamiche (animate da eventi e da un numero minimo di attività commerciali); condivise (realizzate con l’accordo di residenti e imprese su strada). Le chiusure al traffico come Piazza Castello, poco rilevanti per i residenti e controproducenti per la circolazione, vanno ripensate. Il carico-scarico merci non va limitato negli orari, ma concepito e programmato in modo innovativo con la gestione digitale delle piazzole di carico/scarico e un sistema diffuso di controllo attraverso le telecamere (così da evitare occupazioni indebite).

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