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GE conferma l’avvio della mobilità per 179 lavoratori di Sesto

Nulla di fatto nell’incontro del 31 maggio al Ministero per lo Sviluppo Economico (Mise) per la vertenza GE Alstom e per cercare un accordo sul futuro dei dipendenti del sito produttivo di Sesto San Giovanni. General Electric ha infatti confermato la decisione di avviare la mobilità per i 179 lavoratori del sito di viale Edison. Tutte le Istituzioni presenti (i rappresentanti di Regione Lombardia, Comune di Sesto San Giovanni, dell’Azienda, delle Organizzazioni sindacali nazionali e territoriali di categoria insieme alle Rappresentanze Sindacali Unitarie) e le Organizzazioni Sindacali hanno fortemente stigmatizzato questa decisione.
Le Istituzioni hanno inoltre confermato la loro disponibilità a sperimentare tutti gli strumenti utili ad incentivare il percorso di reindustrializzazione del sito e a salvaguardare i livelli occupazionali. Hanno inoltre giudicato inaccettabile che, a fronte di importanti investimenti messi a disposizione da General Electric a livello nazionale, la stessa proceda confermando la decisione comunicata di chiudere il sito di Sesto San Giovanni.
Il Mise insieme alle Istituzioni coinvolte, chiederà in beve tempo un incontro con i vertici di General Electric Italia ed Europa per ottenere la revisione della gravissima decisione dell’azienda. Verrà convocato un nuovo incontro per aggiornare le parti in merito agli esiti del confronto con il “Management”. Un ulteriore incontro è programmato per il 7 giugno presso Assolombarda.
«Le posizioni sono rimaste distanti – dichiara Giuseppe Mansolillo Fim Cisl Milano -, l’azienda non ha fatto nessun passo indietro, oltre a non prendere nemmeno in considerazione un piano strategico e produttivo per il rilancio del sito. Tale decisione è inaccettabile sia per il merito che per le conseguenze drammatiche dal punto di vista occupazionale. Nel prossimo incontro chiederemo il ritiro immediato dei licenziamenti e della decisione di chiusura dello stabilimento e una politica di rilancio e investimenti per rilanciare la produzione dello stabilimento di Sesto senza che questo comporti perdita di posti di lavoro e professionalità».

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