Maestri del Lavoro in visita a Cascina Costa-Samarate e Gazzada-Schianno

Sabato 30 aprile la Delegazione sestese dei Maestri del Lavoro ha trascorso una piacevole giornata in provincia di Varese, risparmiati dalla pioggia con un clima primaverile accettabile,e come sempre innestando la architetture testimoniate dell’antico con le architetture delle modernità con le sue innovazioni per portarle a conoscenza nei luoghi di origine. Prima visita al Museo Agusta a Cascina-Costa:un Museo aziendale che ripercorre una tappa fondamentale dello sviluppo sia nella industria aeronautica-elicotteristica sia motociclistica e componentistica meccanica. La fondazione raccoglie la testimonianza dell’attività espletata dalla storica costruzioni aeronautiche Giovanni Agusta e della storica MV attraverso le collezioni.Cento anni di storia, Giovanni Agusta nel 1907 progetta e realizza il primo velivolo.Museo sorto su iniziativa del Gruppo Lavoratori dell’Azienda raccoglie centinaia tra cimeli,documenti,disegni ,esemplari,prototipi,modelli e ricostruzioni in scala naturale o ridotta di aerei,moto,componenti che ripercorrono come detto quasi un secolo di storia dell’industria italiana. Qui è anche ubicata la Villa Agusta costruita nei primi anni del novecento,ora centro di raccolta e archivio storico di volumi,documenti,disegni relativi all’operato dell’azienda negli anni trascorsi.
Dopo il viaggio è proseguito per Gazzada con la visita della straordinaria Villa Cagnola posta al centro di uno scenario di rara suggestione, su una collina che domina il Lago di Varese con sfondo all’orizzonte del grande massiccio de Monte Rosa. La villa risale alla prima metà del settecento, come documentano due stupende tele di Bernardo Bellotto,pittore veneziano allievo del Canaletto, oggi alla Pinacoteca di Brera.
La villa era appartenuta ai fratelli Perabò, personaggi importanti dell’epoca, Gabrio e Giuseppe, l’uno segretario nel 1745 della Città di Milano, l’altro sindaco generale del ducato milanese; la villa è registrata nel 1751 nel catasto austriaco di Gazzada.
Dopo i fratelli Perabò, l’ultimo discendente decise la vendita a Ludovico Melzi d’Eril nipote del celebre Francesco ministro napoleonico del Regno d’Italia ,in seguito nel 1850 fu ceduta a Giuseppe Cagnola facoltoso imprenditore milanese,il figlio di questi Carlo nel 1860 avvia la risistemazione della villa in chiave romantica trasformando i terreni che la circondano in un magnifico parco all’inglese di circa 28 ettari,basato nell’accostamento e sull’avvicendarsi di elementi naturali e artificiali: grotte-ruscelli-alberi secolari-arbusti-tempietti-pergole-rovine ecc.
Costui è una grossa personalità della vita economica lombarda ,ama l’arte ed è un raffinato intenditore di ceramiche;incarica un ingegnere-architetto milanese Luigi Chierichetti per la ristrutturazione della villa che eleva di un piano il corpo centrale di fabbrica,ricava ai lati del nuovo piano due panoramici terrazzi,apre un nuovo ingresso,amplia il portico con una nuova campata di colonne binate.
Nel 1886 la villa passa in eredità al figlio di Carlo, Guido diplomatico,critico d’arte che ne modifica gli interni in stile barocco lombardo,vi riunisce la biblioteca di famiglia di circa 8000 volumi e il patrimonio di quadri,mobili,arredi e preziose ceramiche con nuove importanti acquisizioni e ne fa la propria residenza stabile.
Il 2 giugno 1946 Guido Cagnola dona la villa con tutta la collezione d’arte che ne è parte integrante al Vaticano; nella villa gestita dalla Conferenza Episcopale lombarda hanno sede l’Istituto Superiore di Studi religiosi e la fondazione ambrosiana Paolo VI.
L’ultimo intervento di ristrutturazione effettuato tra il 1999 e il 2001 ha portato ad un ampliamento del moderno centro congressi e al miglioramento delle strutture di ospitalità.

IL MUSEO
E’una raccolta d’arte eccezionale,documento tra i più importanti del collezionismo lombardo di fine ottocento a inizio novecento, posto in un ambiente architettonico unico inserito in un contesto naturale esterno a dir poco veramente suggestivo. 
Il Museo contempla opere tra le quali diverse tavole di pittori toscani e veneti del trecento e quattrocento, pittori lombardi del quattro e cinquecento:per citarne alcuni: Jacopo Bellini, Carpaccio, Bergognone, Bernardino Luini; su tutti il dipinto più celebre:la splendida Madonna Cagnola attribuita ad Antonello da Messina, rompicapo per storici e critici d’arte,ma infine definitivamente attribuita al pittore milanese Zanetto Bugatto della corte di Francesco Sforza,il dipinto è diventato oggi il simbolo dell’intera collezione.
A seguire le arti decorative:i ventuno arazzi che adornano le scale del piano terreno e le pareti dell’ampio salone costituiscono una delle maggiori collezioni lombarde del genere,tutti di fattura fiamminga o francese datano tra gli inizi del cinquecento e la prima metà del settecento:tra gli esemplari di maggior pregio l’arazzo che raffigura la Madonna col Bambino,angeli e santi tessuto nelle Fiandre all’inizio del XVI secolo. E ancora una cinquantina di sculture che vanno dall’epoca romana all’ottocento. A seguire la collezione di maioliche e ceramiche,in evidenza Giovanni della Robbia (vaso ornamentale blu con trionfo di frutta),poi le porcellane europee delle maggiori manifatture:quelle di Meissen,quelle francesi di Sèvres e quelle italiane delle manifatture Richard-Ginori di Doccia. Ancora le ceramiche orientali, le porcellane della Cina e del Giappone.
Infine gli arredi e i mobili che riflettono in gran parte il gusto barocco di Guido Cagnola che come detto si stabilì definitivamente nella villa all’inizio del ‘900: un insieme di arredi prevalentemente settecenteschi provenienti da tutta la penisola.
La giornata si conclude con gli affettuosi saluti del nuovo Capo-Delegazione Giorgio Fiscaletti e un arrivederci al prossimo viaggio.

Maestro del Lavoro Pier Giorgio Meregalli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Circa specchiosesto

Controlla Anche

Anche la Corale Ponchielli alla Rassegna delle corali UTE

Appuntamento martedì 14 maggio, dalle 15.00, al Cine-Teatro PAX di Cinisello Balsamo con la Rassegna …

Lascia un commento