Centro Salvador Allende, Amici di Bibbona: la chiusura costerebbe moltissimo alla città

Numerosi cittadini sabato 30 aprile hanno partecipato alla assemblea organizzata allo spazio Carlo Talamucci dal Gruppo Amici di Bibbona. Ragguardevoli i numeri con cui il Presidente Salvatore Ledda ha commentato questo primo anno di vita del gruppo: 300 iscritti, importanti incontri istituzionali, il contributo decisivo alla realizzazione del settimo campo volontario di lavoro, un centinaio di adesioni alla gita sociale del prossimo 14 maggio. Nei diversi interventi gli associati hanno rivendicato con orgoglio l’essere riusciti a «scongiurare la svendita di questo gioiello di proprietà di tutti i sestesi». Nel corso dell’incontro sono anche state mostrate numerose immagini della colonia di Bibbona per «eliminare ogni dubbio in merito al suo presunto stato di abbandono, fatiscenza e inagibilità».   L’associazione continua infatti a sostenere come la vendita del bene sia da escludere nonostante per il Comune – che ne è proprietario – non costituisca più una risorsa.
L’assemblea ha visto poi intrecciarsi i racconti del passato e del presente di Bibbona: Renzo ama il centro da oltre 40 anni, Bruno da quasi trenta ne garantisce la sopravvivenza, Roberto questa mattina è partito con sei classi di studenti alla volta della località marina toscana. Gianni vuole invece far conoscere questa esperienza di partecipazione anche fuori Sesto San Giovanni.
Ma è stato il futuro a tenere banco con l’illustrazione delle idee e degli studi raccolti nel progetto elaborato da Lella Brambilla (ex assessore all’Ambiente della giunta Oldrini) per ridisegnare, valorizzare e rilanciare quello che il Gruppo Amici di Bibbona definisce «preziosissimo bene comune dei sestesi in terra di Toscana».
«Importanti gli apprezzamenti per la nostra attività portati dal sindaco Chittò – commentano gli organizzatori della serata – e da forze politiche sia di maggioranza (PD, Sel, PRC) che di opposizione (Sesto nel cuore, che per Bibbona ha proposto in un recente incontro la gestione attraverso una fondazione, proposta però bocciata dall’assessore al Demanio Bernardi)».
L’assemblea si è conclusa con un accorato appello all’amministrazione comunale: tra meno di 150 giorni scade la proroga del contratto di gestione affidato ad una cooperativa di Brescia. «L’iter per l’affidamento definitivo è complesso – concludono i membri del Gruppo Amici di Bibbona -. Il confronto con la città per definire i cardini su cui fondare la futura gestione non si è ancora avviato. Poco tempo, tanti ostacoli e un rischio da evitare ad ogni costo: una chiusura che costerebbe moltissimo: alla città in termini economici, ai sestesi in termini di interruzione di servizio, ed alla Toscana in termini ambientali in una delle sue coste più belle».

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