Vertenza GE Alstom, l’azienda conferma la volontà di avviare i licenziamenti collettivi

Pochi giorni dopo le manifestazioni in difesa dell’occupazione dei lavoratori GE – l’8 aprile in Italia e Europa – si è svolto mercoledì 13 aprile, l’atteso incontro al Ministero dello Sviluppo Economico che vedeva al centro la discussione sul futuro dello stabilimento ex Alstom Power di viale Edison a Sesto San Giovanni. Nel corso dell’incontro presieduto dal responsabile della unità gestione vertenze dott. Giampietro Castano, i rappresentanti di General Electric (ex Alstom) hanno aggiornato le parti istituzionali e sindacali rispetto al processo di individuazione di un soggetto in grado di reindustrializzare il sito di Sesto San Giovanni. E le notizie non sono quelle attese: a fronte di una condizione di perdurante incertezza sui tempi e sulle prospettive positive di tale processo, l’azienda ha infatti comunicato la volontà di aprire una procedura di licenziamento collettivo per dar corso al piano presentato da General Electric a livello europeo.
Una proposta ritenuta inaccettabile dal Ministero e dalle istituzioni presenti (il sindaco di Sesto San Giovanni Monica Chittò, l’Assessore al Lavoro del Comune di Sesto Virginia Montrasio, Fulvio Matone per Regione Lombardia). «Abbiamo richiesto di recedere da questa iniziativa – ha commentato al termine dell’incontro il sindaco Chittò -, per poter affrontare il tema prioritario dello sviluppo di attività industriali senza vincoli o decisioni che ne possano compromettere la credibilità e le prospettive».
Il Tavolo è stato quindi aggiornato al 21 aprile alle 10,30, con esplicita richiesta delle istituzioni della presenza in quella sede di un rappresentante diretto del board europeo o nazionale di General Electric insieme ai rappresentanti dell’ex Alstom. «Nell’incontro di mercoledì 13 aprile – interviene Giuseppe Mansolillo operatore Fim Cisl Milano Metropoli –, l’azienda oltre a non trovare una soluzione condivisa per salvaguardare il sito produttivo di Sesto (la chiusura e lo spostamento della produzione in Polonia e Romania comporterebbe a Sesto l’esubero per 249 addetti, ndr), ha annunciato che a breve comunicherà l’apertura di una mobilità che vedrà coinvolte un numero ancora non definito di persone. Non accetteremo questa condizione e continueremo insieme al governo, alla Regione e al comune di Sesto, a batterci per evitare una così grave perdita occupazionale».

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