Convegno Gender, SEL risponde a Lamiranda: la polemica politica supera la realtà dei fatti

selDal coordinatore cittadino di Sel Sesto San Giovanni riceviamo e pubblichiamo

“Come talvolta capita, la polemica politica supera la realtà dei fatti, di cui si parla senza forse neppure conoscerli: l’assessorato alla cultura non sostiene nessuna “teoria gender” per il semplice fatto che questa teoria non esiste. Quello che Rita Innocenti, con le sue deleghe alla cultura e pari opportunità, si propone di fare in tutte le iniziative e manifestazioni per la città è promuovere dibattiti, discussione pubblica, confronto di idee e opinioni perché solo con la conoscenza e il dialogo la democrazia può progredire per il bene di tutti e tutte.
E questo è quello che è avvenuto durante il convegno “Gender is the new black”, organizzato da ARCI Lesbica Zami, in collaborazione con l’assessorato alla cultura, sabato 2 e domenica 3 aprile presso la Biblioteca civica: due giorni di dibattiti, incontri, video e performance teatrali su temi importanti come differenza sessuale, stereotipi e identità di genere, omofobia, maternità surrogata, al centro dell’interesse dell’opinione pubblica italiana e non solo.
Lo Spazio Talamucci è stato gremito da un pubblico attento e partecipe, venuto a Sesto da diverse città per ascoltare gli interventi di filosofe, storiche, sociologhe, giornaliste, avvocate, fotografe, scrittrici e attrici, voci diverse, espressioni di una pluralità di pensiero e sensibilità.
Quanto a teorie artefatte e a immutabilità della natura umana la pensiamo in maniera diametralmente opposta rispetto al consigliere Lamiranda (FdI, ndr): la natura umana, la nostra identità di esseri umani, si è costruita e modificata nei secoli attraverso la cultura, ed è un bene che sia così altrimenti saremmo ancora degli ominidi che vivono sugli alberi, incapaci di opporre il pollice all’indice. Tutto ciò che in epoche diverse è stato definito “natura” o “naturale” di fatto è soltanto il modo in cui si è ritenuto di interpretare la natura alla luce della propria cultura.
Così, ad esempio, secondo la cultura fascista le donne erano esseri biologicamente, cioè “naturalmente”, inferiori (e mai l’assessora Innocenti avrebbe potuto svolgere questo ruolo, né la sindaco Chittò guidare la città) e gli omosessuali individui da discriminare e perseguitare per la loro “natura”.
Quella cultura non ci appartiene, non appartiene alla nostra città né alla democrazia italiana che è nata proprio per garantire a ogni singolo essere umano rispetto e pari dignità.”

Giuseppe Roccisano
coordinatore cittadino di SEL

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