Via libera all’esternalizzazione dei centri diurni disabili di Sesto

cdd-consiglio-app-elezioniLa delibera è passata: il centro diurno disabili di Sesto San Giovanni sarà esternalizzato. Il via libera è arrivato ieri sera, nel corso di una lunga seduta di consiglio comunale, con il voto a favore della maggioranza di centrosinistra di Sesto San Giovanni (Pd, Democratici per il cambiamento-ex Verso Sesto) e l’appoggio della lista civica Giovani Sestesi.
L’obiettivo dichiarato delle nuove modalità di gestione è quello di aumentare la capienza dei due centri disabili Magnolia e Mimosa fino ai 60 posti disponibili e aprire quanto prima – e comunque entro dicembre 2016 – il Centro Socio Educativo per altri 10 utenti.
Per arrivare a questo obiettivo è previsto l’affidamento delle strutture ad un gestore esterno, mentre gli operatori attuali rimarranno in organico all’Amministrazione comunale, con integrale applicazione economica e normativa del Contratto nazionale di lavoro di regioni e autonomie locali.
Quattro i soggetti che, rispondendo al bando del Comune, hanno manifestato interesse alla gestione del servizio: Solaris, Il Melograno (in ATI – associazione temporanea di Impresa – con Valdocco), La Rete e Fondazione Pelucca. Proprio quest’ultima, già lo scorso luglio aveva espresso la volontà di gestire i due centri per realizzare un progetto integrato per la tutela della fragilità.
Amareggiato Sergio Settimio, educatore del cdd e delegato sindacale Rsu-Cgil che per mesi si è battuto contro l’esternalizzazione insieme ai lavoratori del cdd e con il supporto di tanti sostenitori incrociati in quarant’anni di servizio, a cominciare dalle famiglie dei ragazzi che frequentano il centro.
«Stasera – scrive sulla pagina social del gruppo Salviamo il CDD -, per mano del PD, finisce la storia sestese del servizio pubblico. È la fine di un pezzo di storia cittadinaNon ci sono parole per descrivere la gravità di quanto è accaduto; anni di lavoro, progetti, sudore, relazioni, affetti, spettacoli, formazione, cultura, tutto spazzato via con un’alzata di mano. Non finisce qui, comunque. Noi abbiamo coinvolto la città e continueremo a farlo da qui al 2017, anno in cui finalmente, ne siamo certi, Sesto rialzerà la testa».
Ricapitolando: i centri diurni per disabili passeranno da una gestione diretta del Comune, in economia, a una gestione esterna del servizio, per tre anni, rinnovabili per altri quattro. A fronte di un servizio gestito da un operatore esterno, i dipendenti rimarranno però tutti in carico al Comune.

I commenti di maggioranza e opposizione

Sindaco Monica Chittò: «In questi anni abbiamo fatto una revisione dei servizi che l’Amministrazione fornisce ai suoi cittadini per capire quali non riuscivano a garantire una piena risposta alle esigenze. Abbiamo quindi deciso di affrontare il tema del CDD per evitare che, nel prossimo futuro e a causa dei vincoli economici sempre più stringenti, questo si ritrovi ad essere svuotato di competenze, in un settore delicato e con un’utenza bisognosa di profonda attenzione. L’obiettivo era quello di affrontare per tempo un problema che, prima o poi, si sarebbe posto in tutta la sua drammaticità e lo abbiamo fatto con la prospettiva non solo di mantenere l’esistente, ma di aumentare la disponibilità di posti e di attivare un nuovo servizio attualmente non presente».

Assessore alle Politiche Sociali Roberta Perego: «La proposta è stata fatta pensando al futuro e non all’esistente: siamo partiti dalla necessità di rispondere a bisogni in costante aumento e ci siamo trovati di fronte al paradosso di un servizio come il CDD che potrebbe accogliere più persone di quante lo frequentano attualmente. Con le nuove modalità di gestione abbiamo fin da subito la possibilità di accogliere 21 utenti in più (11 al CDD e 10 al CSE) e, in prospettiva, ampliando al massimo la capienza del CSE, di arrivare fino a 41».

PD Sesto: «Con la votazione del Consiglio Comunale, ieri abbiamo garantito nuove prospettive per i due cdd che, passando ad una gestione affidata a terzi, potranno garantire la copertura per tutti i 60 posti – commentano il capogruppo Marco Tremolada e il segretario cittadino Marco Esposito -. Attraverso questo passaggio poi verrà garantita anche l’apertura di un Centro Socio Educativo: un nuovo servizio che potrà accogliere anche altre persone bisognose. A tutto ciò si aggiunge il fatto che tutti i lavoratori rimarranno dipendenti pubblici. L’amministrazione Pubblica continuerà ad avere un importante ruolo di controllo sulla qualità del lavoro fatto da parte della struttura cui verranno affidati i Servizi per la fragilità. In un momento molto complesso per il nostro Paese, riusciamo quindi a garantire la qualità del servizio, la copertura di tutti i posti disponibili nei centri diurni disabili e i lavoratori nelle loro tutele e nella loro professionalità».

Sesto nel Cuore: «La maggioranza ha deliberato la pseudo-esternalizzazione del centro diurno disabili – commenta il capogruppo Gianpaolo Caponi -. Un percorso ambiguo che ha offeso gli utenti finali del servizio e le loro famiglie. Le problematiche delle classi sociali più deboli non sono tra le priorità di questa maggioranza.»

FDI-AN: «Il dado è tratto – dichiara il consigliere comunale Antonio Lamiranda -. La corrazzata PD ha votato l’esternalizzazione del servizio ai privati (cooperative rosse o fondazione Pelucca le alternative in campo) compiendo un varo capolavoro giuridico. Privatizzo il servizio ma i dipendenti che distacco funzionalmente al privato rimangono in carico al Comune non solo come posizione organizzativa ma anche a livello economico. Il concessionario incasserà i contributi regionali sulla disabilità (Euro 450.000,00), il contributo sociale del comune (Euro 600.000,00), avrà in “concessione” i dipendenti del comune per svolgere il servizio (controvalore Euro 650.000,00) e dovrà versare al comune un canone di concessione (Euro 647.00,00) la cui congruità o meno nella determinazione rimane un mistero che dovranno risolvere i giudici contabili cui la delibera di consiglio verrà da noi inviata. Alla fine di tutto un vero vincitore c’è. E’ il concessionario vicino all’Amministrazione che, al netto dell’operazione, avrà un avanzo economico di circa un milione di euro. Una vera manna. Un capitale da investire in assunzioni strategiche per l’integrazione del servizio disabilità alla vigilia delle elezioni del maggio 2017 non è poco. La collettività continua a pagare ed a beneficiarne rimangono sempre gli amici degli amici».

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