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Comitato cittadino per il Servizio Pubblico: 2285 firme contro l’esternalizzazione del CDD

Dal Comitato cittadino per il Servizio Pubblico riceviamo e pubblichiamo

Lo sciopero di giugno contro l'esternalizzazione
Lo sciopero di giugno contro l’esternalizzazione

Per Vostra opportuna conoscenza si trasmette in allegato la “lettera del Comitato cittadino per il Servizio Pubblico” consegnata e protocollata in Comune per la “Lettera del Comitato”. 
RingraziandoVi per l’attenzione, porgiamo i nostri migliori saluti e auspici.

Comitato cittadino per il Servizio Pubblico
Al Comune di Sesto San Giovanni
a tutti i Consiglieri Comunali
e p.c. a tutti gli organi di stampa e di informazione
1) Nella nostra lettera del 7 dicembre u.s. abbiamo già avuto modo di ricordarvi l’art. 3 della nostra
Costituzione, che per nostra fortuna nessuno ha pensato di modificare.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Vi abbiamo altresì ricordato quanto dichiarato dal nostro Presidente della Repubblica in occasione della “Giornata Internazionale delle persone con disabilità 2015” del 3 dicembre promossa dalle Nazioni Unite, ma che desideriamo ribadire: “Nostro compito è abbattere le barriere” e dice: “Troppe barriere sono ancora di ostacolo alla piena fruizione dei diritti di cittadinanza da parte di chi è portatore di una disabilità, sia essa fisica, mentale o relazionale. È compito della società nel suo insieme, delle istituzioni, dei corpi intermedi, delle famiglie, dei singoli, abbattere questi muri e far crollare le barriere, fisiche e culturali, che impediscono una piena partecipazione alla vita della società”.
“I disabili” ha continuato il capo dello Stato, “non devono essere solo i destinatari delle politiche di
sostegno a loro dedicate (magari n.d.r.). Devono diventare, realmente, soggetti attivi delle decisioni
legislative e amministrative che li riguardano”.
Belle parole, ma che non trovano nessuna applicazione pratica, perché chi dovrebbe darne applicazione non le tiene minimamente in considerazione, in primis la Giunta e di conseguenza il Consiglio Comunale.
La stampa locale (Il Gazzettino metropolitano del 25.02.2016) afferma che lunedì il consiglio comunale voterà l’esternalizzazione dei due CDD di via Boccaccio.
La decisione che l’Amministrazione Comunale sta prendendo, a nostro avviso è contro i principi fondatori della nostra Costituzione, svuotandoli del loro valore e declassandoli a parole vuote.
Pertanto, quanto scritto e sancito nella Costituzione, risultano soltanto parole, parole, parole… vuote di significato che entrano da un orecchio ed escono dall’altro.
2) Sesto San Giovanni Medaglia d’oro al valor militare, decorata per la guerra di liberazione contro il nazismo e il fascismo e per il tributo dato dai propri concittadini alla Resistenza.
Soprannominata anche la Stalingrado d’Italia per motivi di natura sociale e storica: la massiccia presenza operaia, i continui scioperi tra il 1942 e il 1944, la strenua resistenza contro il nazifascismo e i regimi totalitari, la presenza di una amministrazione comunale di sinistra e centro-sinistra dall’immediato dopoguerra fecero di Sesto San Giovanni una roccaforte storica della sinistra italiana.
La decisione di esternalizzare il servizio dei CDD non fa certo onore alla storia della nostra città, ai suoi valori, alle conquiste di civiltà raggiunte nel passato, diremmo piuttosto che infanga la memoria, rende misere le conquiste raggiunte e con pervicacia intende a tutti i costi affermare i propri convincimenti.
Ma dove sono le promesse elettorali di voler essere una amministrazione aperta e sensibile alle esigenze della cittadinanza? Già nella nostra lettera del 7 dicembre 2015 abbiamo riletto le linee programmatiche del nostro Sindaco Monica Chittò e riportato alcune parti e impegni dichiarati in Consiglio Comunale all’atto del suo insediamento.
“… il ruolo degli enti locali si conferma decisivo sia nella tenuta del sistema Paese che nel rapporto con i cittadini… attento in modo puntuale alla vita quotidiana ed ai problemi espressi ogni giorno da coloro i quali vivono la nostra città.”
“… ciò induce a grande attenzione nell’interloquire con tutte le espressioni politiche, economiche, sociali, associative del nostro territorio ed insieme con ogni cittadino e cittadina, sia prospettando una visione d’insieme dello sviluppo urbano, sia rispondendo puntualmente a tutte le domande che vengono poste, anche a quelle più minute ma che comunque riguardano la quotidiana condizione di chi vive la città.” (sic!).
Queste promesse nei nostri confronti non hanno avuto nessun risultato, nonostante siano state presentate circa quattromila firme: di cui più di duemila depositate al protocollo del Comune e altre verranno depositate a breve e circa duemila sono le adesioni raccolte tramite Facebook
3) Nella Commissione per i CDD tenutasi il giorno 22 febbraio 2016, si è parlato: del personale attualmente in servizio, cercando di dare loro garanzie e assicurazioni sulla continuità e sul mantenimento dello status quo nonostante il passaggio alle dipendenze di terzi; in modo incompleto di costi o di bilanci presentando conti del 2014, niente del 2015 e soltanto un accenno al 2016; nessuna attenzione è stata posta nei confronti delle persone disabili ospiti dei CDD e delle loro
famiglie.
Il Comune percepisce le persone disabili come un centro di costo oneroso per l’amministrazione e come tale ritiene di doverlo affidare ad un soggetto esterno.
Consideriamo la differenza tra costo e servizio: il concetto di costo sul quale si sta operando è
fondamentalmente sbagliato perché la gestione dei CDD è un servizio dell’ente pubblico nei confronti delle persone disabili.
Inoltre bisogna considerare che i portatori di handicap, in quanto tali, sono i titolari dei contributi che il Comune riceve.
Altra considerazione riguarda l’ente gestore privato al quale verrà eventualmente affidato il servizio, il quale sicuramente non è un ente di beneficenza e pertanto deve trarre profitto dalla gestione.
Ma perché il Comune non è in grado di gestire in economia detto servizio? L’affidamento dei CDD all’esterno potrebbe comportare una maggiore spesa per l’Amministrazione Comunale, il che comporterebbe un danno erariale.
4) Una riflessione su come alcune società hanno affrontato problemi simili ai nostri: gli spartani hanno risolto il problema buttandoli giù dalla rupe; i nazisti hanno utilizzato i forni crematori; il Comune di Sesto San Giovanni, medaglia d’oro della Resistenza, pilatescamente se ne lava le mani esternalizzando il CDD ai privati con una prassi alquanto discutibile.
Pertanto, se il CDD lo considero un costo e non una risorsa, e ho deciso, da più di un anno, di darlo
all’esterno rinunciando alla fonte di reddito che i disabili producono, non lo butto dalla rupe, non lo metto nemmeno nel forno crematorio, ma faccio in modo, tramite promesse, rassicurazioni e scambi di favori di trovare delle formule sofisticate, moderne, intelligenti, diplomatiche, economiche, legali e di regolamento che giustifichino la scelta operata. La morale di tutte queste considerazioni è che i disabili e le loro famiglie non contano nulla, non si è minimamente tenuto conto delle loro esigenze, ed è altrettanto vero che non è stata usata violenza nei loro confronti, ma il risultato è lo stesso, il Comune non se ne occuperà più!
Non potendo ovviamente eliminarli bisogna togliersi il problema passandoli ad altri, che ci guadagneranno in quanto imprese private, così potremo dormire tranquilli e non aver più problemi.
Quindi a breve queste persone disabili non avranno più i loro consueti punti di riferimento, ed in certe situazioni bisognerà sicuramente intervenire con un supporto psicologico.
Un invito a tutti i Consiglieri di votare secondo coscienza, cercando di mettervi nei panni delle persone disabili o in quelli dei loro genitori, compreso il parentado che comunque per tutta una vita deve gestire il problema.
Cordiali saluti.

Per il Comitato “Cittadini per il Servizio Pubblico”
Gabriele Visco Gilardi

Il Comitato “Cittadini per il Servizio Pubblico” ha consegnato 108 firme (allegate alla lettera protocollata) raccolte sul territorio, a sostegno della gestione pubblica dei Centri Diurni per Persone Disabili “Magnolia” e “Mimosa” di Sesto San Giovanni. Le 108 firme vanno ad aggiungersi alle 2177 firme già depositate al Protocollo del Comune il 04 dicembre 2015, per un totale quindi di 2285 (circa 2000 le adesioni ottenute online tramite Facebook)

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