Esternalizzazione CDD, Sestodemocratica appoggia la decisione dell’A.C.

Lo sciopero di giugno contro l'esternalizzazione
Lo sciopero di giugno contro l’esternalizzazione

Il centrosinistra si ricompatta grazie al centro diurno disabili? Il dubbio sorge in queste ore alla luce delle odierne dichiarazioni di Sestodemocratica che, i lettori ricorderanno, lo scorso gennaio annunciò la decisione di restituire le tessere del Pd per portare avanti un percorso politico seguendo una strada autonoma. Il “ricompattamento” si compie in vista del prossimo consiglio comunale che, il 29 febbraio, si riunirà per votare la delibera relativa all’esternalizzazione dei servizi del CDD di via Boccaccio (contro cui si sono schierati invece Sel, Rifondazione e il Comitato per il Servizio Pubblico), una questione che tanto ha tenuto banco nel dibattito politico in città nel’ultimo anno.
“Quando l’Amministrazione illustrò la sua proposta noi – scrivono gli esponenti di Sestodemocratica -, che allora eravamo all’interno del Pd dichiarammo pubblicamente le nostre perplessità e la preoccupazione rispetto al futuro dei lavoratori della struttura; da allora, attraverso un tenace lavoro di più soggetti e attraverso un percorso e una elaborazione coraggiosa, frutto anche del grande impegno delle Presidenti delle commissioni consiliari competenti, diverse cose sono cambiate nell’ottica di garantire il servizio e ampliarlo e di salvaguardare le lavoratrici e i lavoratori”. Ecco dunque l’approvazione della decisione dell’amministrazione comunale. “Lo strangolamento della capacità economica e della disponibilità finanziaria degli enti locali attuato dal governo non può non porre serie domande circa la possibilità per i comuni della continuazione nel tempo dell’erogazione di importanti servizi e le soluzioni che si riescono a trovare per il loro mantenimento sono il segno che caratterizzano le Amministrazioni che hanno a cuore le esigenze dei cittadini e in particolare delle fasce più deboli ed esposte della popolazione. Siamo convinti – concludono – che un servizio sia pubblico quando il controllo, le linee guida e l’accesso al servizio sono regolate dall’ente locale anche se la gestione diretta è affidata a realtà esterne all’Amministrazione, da questa selezionate e controllate. Il mantenimento degli addetti al servizio nell’ambito contrattuale pubblico significa non solo la salvaguardia del livello contrattuale sia dal punto di vista normativo che da quello retributivo, ma significa mantenere il prezioso patrimonio di esperienza e di professionalità che rappresentano”. Restano tuttavia valide le critiche espresse rispetto alla gestione di questo capitolo da parte dell’Amministrazione: “Siamo convinti – concludono – che l’approdo cui è arrivata sia, in questa particolare fase, condivisibile e ci auspichiamo che sia accolta favorevolmente dal Consiglio Comunale e che in particolare tutte le forze della maggioranza lo facciano proprio”.

 

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