Nuovo Statuto comunale a Sesto? Bene ma …

piudemocraziasestoDall’associazione Più Democrazia a Sesto San Giovanni riceviamo e pubblichiamo

“A distanza di 5 anni esatti dall’abrogazione della figura del Difensore civico comunale e delle circoscrizioni, il Consiglio comunale di Sesto San Giovanni 16/12/2015 ha adeguato, finalmente, e approvato il nuovo Statuto del Comune. Ma è solo un primo passo. Senza il regolamento della partecipazione, per il quale si prevedono tempi lunghi, gli strumenti referendari non saranno fruibili e la partecipazione popolare non potrà essere esercitata e sarà presente solo nei comunicati stampa del Sindaco.Il nuovo Statuto è nato da un sussulto democratico? Crediamo proprio di NO.
I necessari interventi per adeguarsi alle leggi in vigore sono stati richiesti dalla nostra Associazione fin dal novembre 2011. I lavori per la relativa Commissione, poiché il Sindaco tergiversava, è stata sollecitata dalla nostra Associazione nel gennaio 2014. Siamo dovuti ricorre al Prefetto di Milano e al Difensore Regionale della Lombardia per vedere riconosciuti i diritti dei cittadini. Sono occorse ben 16 Commissioni la maggior parte delle quali passate SOLO leggendo articoli del vecchio testo.
E il coinvolgimento della cittadinanza è stato un altro sussulto democratico? Crediamo proprio di NO.
E’ stato ottenuto SOLO dopo che abbiamo fatto notare in 1° Commissione al Sindaco che le modifiche statutarie dovevano essere precedute da opportune consultazioni dei cittadini così come previste dallo Statuto comunale vigente all’art. 7 comma 3.
Per quanto riguarda invece la “partecipazione popolare” la maggior parte delle modifiche sono state proposte ancora una volta dalla nostra associazione (introduzione del referendum propositivo e confermativo, abbassamento delle firme per richiedere un referendum, azzeramento del quorum di partecipazione per rendere valido un referendum). Proposte solo in parte accolte. E’ stata bocciata la possibilità di introdurre il referendum confermativo. Il rifiuto è stato giustificato dal fatto che i cittadini possono già usufruire del referendum abrogativo. E’ una bugia clamorosa! A Sesto S.G. è possibile proporre un referendum abrogativo SOLO sui regolamenti con valenza esterna (magari a qualche cittadino potrebbe venire in mente di abrogare il regolamento del verde pubblico). Poi, per non farci mancare nulla, è stata inserita tra le materie non referendabili il PGT!
Ringraziamo i Consiglieri che hanno saputo ascoltarci e hanno saputo mediare alcune posizioni di non facile soluzione come il quorum nei referendum al 20% (il Sindaco insisteva sul 30% e noi documentavamo la bontà del quorum zero) e le firme necessarie per indire un referendum al 2,5%, (il Sindaco dichiarava che il 3% era una buona soglia mentre noi insistevamo sul 2%). La maggior parte dei Consiglieri ha saputo farsi coinvolgere in un argomento di non facile discussione, se ci si fa trovare impreparati, che ha comunque avuto il lato positivo di un confronto. Pensiamo abbia fatto crescere l’interesse verso la Democrazia Diretta che potrà, senza sostituirla, affiancare e migliorare l’efficacia della la Democrazia Rappresentativa da ora in avanti.
Naturalmente un grazie a tutti quei cittadini che ci hanno supportato in questo difficile percorso e in particolare al Comitato Cascina Gatti”.

Associazione Più Democrazia a Sesto San Giovanni
Dario Rinco

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