Amianto sul lavoro, entra nel vivo il processo Breda/Ansaldo

amianto-corteoDopo oltre un anno di rinvii, cambi di giudici, richieste di perizie si è tenuta ieri al palazzo di Giustizia di Milano l’udienza del processo contro i dirigenti della Breda Termomeccanica/Ansaldo di Milano, imputati della morte per amianto di 12 lavoratori.
«Il processo – spiega Michele Michelino, presidente del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, parte civile nel processo e come sempre presente in aula con sua delegazione – doveva entrare nel vivo con la deposizione dei testi del P.M. ma ancora una volta le difese degli imputati hanno sollevato una serie di eccezioni opponendosi alla acquisizione di alcuni documenti presentati in udienza dal Pubblico Ministero. Il giudice si è riservato se ammetterli. Ma l’udienza è stata caratterizzata anche da altri due fatti. L’avvocato di Finmeccanica ancora una volta ha chiesto al Tribunale l’esclusione della società come responsabile civile accampando pretestuose ricostruzioni dei passaggi societari. Il giudice, come già avevano fatto i precedenti, dopo una breve camera di Consiglio le ha respinte. Il PM ha inoltre chiesto l’esclusione dal processo dell’imputato Magri perché non componente del Consiglio di Amministrazione e non risulta dai documenti che avesse mai avuto deleghe sulla sicurezza. Il giudice dopo una breve sospensione ha letto in aula il dispositivo con cui proscioglie Magri facendolo uscire dal processo».
Le udienze, come stabilito dal giudice, riprenderanno nel 2016, a cominciare dalle prime due, l’8 e l’11 gennaio (aula 9 bis a pianterreno). «Con la prossima udienza – conclude Michelino – finalmente inizierà l’istruttoria in cui saranno chiamati a testimoniare tre testi del P.M.»

 

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