Undicesimo anniversario della Casà della Carità, dal 2004 accolte tremila persone

La Casa della carità, a conclusione del suo undicesimo anno di vita, guarda al nuovo decennio con una riflessione aperta al contributo di tutta la città sulle sfide che l’ospitalità impone e sulla necessità di continuare a promuovere diritti in un contesto sempre più complesso e difficile.
Questo il senso dell’incontro intitolato “Praticare l’ospitalità, promuovere i diritti”, che si è svolto nell’auditorium della Fondazione, alla presenza della vice sindaco di Milano Francesca Balzani, di Livia Pomodoro, presidente del Milan Center for Food Law and Policy, di monsignor Gianni Zappa, assistente unitario Azione Cattolica Ambrosiana e dello scrittore e giornalista Piero Colaprico.
«Sentiamo il bisogno di approfondire il binomio, per noi inscindibile, ospitalità-diritti», ha spiegato don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione. «Vogliamo interrogarci su come portare avanti ogni giorno un’azione sociale che sia davvero promotrice dei diritti delle persone più fragili e in difficoltà; ciò che il Cardinale Martini chiamava “sapienza della carità”, e infatti ha voluto che qui facessimo l’Accademia della carità.
Le periferie chiedono diritti, non assistenza. Tre temi sono cruciali: la salute (quella mentale in particolare), l’assistenza legale e la qualità dell’accoglienza. In un frangente storico in cui rischia di prevalere la mera gestione, l’assistenzialismo o, a volte, l’affarismo interessato, ci sembra una riflessione importante e necessaria».
Nei suoi undici anni di attività la Casa della carità ha accolto nella sua sede 2.736 persone di 95 nazionalità differenti: famiglie sfrattate, migranti in difficoltà, persone con problemi di salute mentale, uomini e donne che hanno vissuto per strada, mamme sole con bambini a minori stranieri non accompagnati, richiedenti asilo e rifugiati.
A questi numeri si aggiungono anche i 1.200 profughi provenienti da Siria, Eritrea, Nigeria e altri Paesi che sono stati accolti, nelle ultime due estati, grazie alla collaborazione tra la Fondazione e le parrocchie di Affori e Bruzzano, a Milano.
Nei primi undici mesi del 2015, la Casa della carità ha accolto e accompagnato in percorsi di autonomia 220 tra uomini, donne e bambini e ha seguito i 130 abitanti degli appartamenti gestiti dalla Fondazione a Milano.

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