Sesto nel Cuore in piazza su due fronti: sicurezza e Educazione a scuola

Tornano in piazza i gazebo della lista civica Sesto nel Cuore, questa volta su due fronti. Sabato, sull’onda di un forte consenso da parte dei cittadini – con oltre 500 firme –  conseguito dalla petizione “Contro il degrado per vivere in sicurezza”, la lista civica torna in piazza per incrementare il numero dei firmatari, spostandosi da via XX Settembre alla Piazza Rondò dalle ore 9 alle 14. «Sarà l’ulteriore occasione per confrontarsi su un tema che non solo continua a far discutere ma sopratutto stimola la politica a realizzare idee concrete e convincenti», commentano il capogruppo consiliare Gianpaolo Caponi e i colleghi consiglieri Angela Tittaferrante e Marco Lanzoni.
Domenica 8 novembre, dalle 10 alle 12.30, la lista di Caponi aderirà invece alla petizione promossa dall’associazione culturale l’Arca che ha tra i suoi punti principali la richiesta al sindaco di vigilare affinché sia rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione dei figli, specialmente nel campo della sessualità, informando adeguatamente i genitori sul contenuto dei corsi e chiedendone il loro consenso scritto e nello specifico di non favorire l’introduzione nelle scuole del territorio comunale di corsi che trattino di sessualità e identità di genere. «In queste settimane – affermano i consiglieri Caponi, Tittaferrante e Lanzoni – è progressivamente aumentata la preoccupazione di molta parte dell’opinione pubblica circa la paventata possibilità di inserire arbitrariamente nei progetti educativi scolastici una serie di iniziative inerenti alla sfera affettivo-sessuale degli alunni senza il coinvolgimento delle famiglie che  – a nostro avviso –  sono anzitutto l’interlocutore imprescindibile della formazione dei loro figli. Le famiglie, in forza di questa responsabilità educativa hanno il diritto, ma anche il dovere, di conoscere prima dell’iscrizione dei propri figli a scuola i contenuti del Piano dell’offerta formativa;  e in questo senso tutte le iniziative extra-curriculari proprio perché dipendono dal progetto educativo impegnano e obbligano le scuole alla trasparenza nella comunicazione e all’assenso letto e firmato di tutte le attività».

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