Riforma sanitaria, PD: il centrodestra boccia il mantenimento delle aziende ospedaliere

Il centrodestra fa quadrato e dice no alle richieste del Pd di mantenere autonome le grandi aziende ospedaliere lombarde, caratterizzate dall’alta specialità delle cure che esse sono in grado di fornire. Si tratta del Niguarda di Milano, degli Spedali Civili di Brescia, il Papa Giovanni XIII di Bergamo, il San Gerardo di Monza e l’Ospedale di Circolo di Varese. Con un emendamento “canguro” firmato dai due relatori della riforma della sanità lombarda, il leghista Fabio Rizzi e Angelo Capelli di Ncd e votato questa mattina dalla maggioranza in modo unanime in Commissione sanità, gli emendamenti del Pd sono automaticamente decaduti. Nulla da fare anche per la più razionale distribuzione dei poliambulatori ex ICP, che saranno tutti spostati sotto la competenza dell’ASST nord Milano, e per il ridisegno delle ASST della Brianza, per le quali l’assemblea dei sindaci aveva formulato ben tre proposte alternative. Bocciato anche lo spostamento di Angera (VA) all’ASST dei Sette Laghi e lo scorporo dei comuni dell’Alto Lario dalla ATS della Montagna.
“Maroni compie un errore che avrà effetti duraturi – dichiarano per il Pd il capogruppo Enrico Brambilla e la vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi -. I grandi ospedali lombardi hanno una specificità nell’alto livello delle cure che gli è riconosciuta anche al di fuori dei confini regionali e nazionali. Il rischio è che venga meno la loro funzione e che vengano snaturati. La maggioranza non ha voluto ascoltare le nostre ragioni e soprattutto ha sbarrato la porta al dialogo con il territorio che aveva pur manifestato le proprie richieste nelle forme estremamente anguste che gli erano state concesse. Possibile che nemmeno un’osservazione fosse fondata? La verità è che troppa era la paura della maggioranza di tornare a dividersi su questa delicata materia e con l’emendamento canguro ogni rischio è stato scongiurato.”

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