“Pane Cibo Universale”, evocativi scorci di immagini che parlano al corpo e all’animo

Le mani che gettano il seme, che la terra nutre. E germoglia la spiga, che l’aratro recide ed il mulino macina… e le mani, in un ritorno di materica genesi, lavorano, impastandola, la bianca polvere farinosa, che lievitante il forno “legnoso” trasforma in pane…
Il pane quotidiano, cibo primario, primordiale elemento legato ancestralmente a noi, come nutrimento del corpo e richiamo all’essenza originaria dell’essere. E le mani spezzano il pane, in un rituale mistico-religioso, e gettano le briciole avanzate, affinché l’uccellino se ne nutra… perché il pane è per tutti gli esseri viventi!
Mani che si allungano verso il pane, mani di bambini che lo afferrano, bene primigenio, perché tutti hanno diritto di cibarsene… e io bambina mangio voracemente le enormi fette di pane col pomodoro che nonna Giacinta di Pescara mi prepara amorevolmente al mio arrivo dal lungo viaggio da Milano, fragranza di personale ricordo.
Fotografie, quelle del già noto Romano Campalani e dei giovani allievi del gruppo Freecamera, di una tecnica impeccabile da sembrare dipinti, ma soprattutto evocative di autentiche emozioni e di pregnante significato.
Nel nome del pane, che non è mai mancato sulle nostre allestite tavole, che ci accompagna da sempre, “sposo”f edele delle nostre pietanze, in una sorta di magica gestualità giornaliera, che ci alimenta corporalmente e ci riconduce a vibranti ritorni di vissuto ed alla “genuinità” del nostro Io.

Ombretta Di Pietro

La mostra fotografica “Pane Cibo Universale” del gruppo Freecamera è stata inaugurata il 18 ottobre c/o la Scuola d’Arte Faruffini in via Fante d’Italia 25 e potrà essere visitata tutti i giorni dalle 16,30 alle 19, festivi dalle 11 alle 12,30.

 

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