Inaugurata la nuova veste della stazione di Sesto San Giovanni

stazione tunnel-che-porta-ai-binariQuello squarcio roboante che taglia in due la città, brulicante del frenetico andirivieni quotidiano di centinaia di persone, che si lanciano a prendere il treno o caracollano giù dalle scale dell’ underground o si affrettano verso le pensiline degli autobus. Quel lampo grigiastro che riecheggia dell’eco fumoso del suono delle locomotive.
Oggi si veste di nuovo! Onestamente devo ammettere che due giorni prima dell’inaugurazione del nuovo “abito” della Stazione FS di Sesto, recandomi in loco per acquistare dei biglietti, avevo notato un colore diverso, due grandi pannelli con immagini cittadine, ma non mi pareva di avvertire un sostanziale cambiamento, anzi piuttosto il solito senso di degradante disagio. Ma, con mia sorpresa, due giorni dopo (venerdì 2 ottobre) la sensazione era stravolta!
stazione-interno-riqualificatoUno squarcio emotivo, un acuimento percettivo dei sensi, la luminosità umida di una giornata piovosa… ma vedevo quel rosso amaranto e quell’azzurro grigiastro, che richiamano la nostra matrice storica, più vivi e vitali! Mi aggiro all’interno… una lucentezza rinnovata ammantava magicamente tutto, le immagini dei panelli sembravano irrompere nello spazio circostante tridimensionalizzandosi… scendo con cautela le scale che portano al tunnel che conduce ai binari: luce, colore, pulito, ordine. Sorrido! Questa mia duplicità percettivo-emotiva è sintomatica. Piccoli interventi di riqualifica, dove, appunto, luce e colore la fanno da padroni, spuntano a spot qua e la nel territorio urbano, una bimbi-guardano-il-plastico-passato-e-futuroboccata di ossigeno rigenerante da tutta quell’aria di pesante degrado,stratificato da anni,che respiriamo camminando per la città. Solo piccoli mattoncini, un inizio di recupero che richiede un costante, attivo e impegnativo lavoro da parte dell’amministrazione pubblica! Ma… proviamo a passeggiare per le vie cittadine e ad accorgerci di questi piccoli angoli colorati, questi sprazzi di “bello”, ad apprezzarli, rispettarli e preservarli con senso civico, perché ciò che è bello va mantenuto e protetto!
Proviamo ad emozionarci, perché anche solo un brivido di positività ci conforta e contagia di innovata energia capace di squarciare quella incancrenita coltre di pessimismo latente e lamentoso, che, purtroppo, caratterizza l’individuo e la società di adesso. Con e solo una nostra nuova veste possiamo tornare a crederete che si può fare e a pretendere, così, che venga fatto!

Ombretta Di Pietro

 

La parola ai pendolari e ai sestesi
Da una parte l’ufficialità della festa in piazza Primo Maggio lo scorso 2 ottobre, con la stazione pronta a presentarsi al pubblico di curiosi e pendolari nei suoi nuovi colori (gli interventi comprendono anche la pulizia di tutti gli ambienti, la riparazione di grondaie e tubi di scarico delle acque, il rifacimento della scala centrale e la riqualificazione esterna delle pensiline di piazza). Dall’altra il popolo della rete – e i sestesi di passaggio per il piazzale – che si scatena con commenti e frecciate all’amministrazione comunale.
Perché se è vero che la sferzata di colori al centro dell’intervento di riqualificazione affidato allo studio B&B Colordesign (all’interno del progetto dell’Assessorato alle Pari Opportunità Tutta mia questa città, in partnership con Rete Ferroviaria Italiana) riesce nell’intento di rendere lo spazio della stazione più gradevole alla vista, a qualcuno è sembrato più che altro un intervento di semplice “tinteggiatura”.
«Non basta rifare la stazione, il problema è tutto lo schifo che sta fuori», scrive senza mezzi termini Alessandro. Luca porta invece l’attenzione sul problema – annoso – delle barriere architettoniche: «I servizi ai disabili, quali montacarichi o ascensori, mancano! Sesto San Giovanni nel corso degli anni è diventata snodo per i pendolari e credo che consentire ai non abili di salire o scendere le barriere architettoniche dei binari 2-3 e 4-5 sia diventato fondamentale». «Hanno messo il belletto, come si diceva una volta, sulla spazzatura – commenta Patrizia -. Sarà ripulita per l’inaugurazione e poi tornerà lo schifo quotidiano».

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