Lunedì sciopero generale del personale del Comune di Sesto

Lunedì 29 giugno sciopero generale dei dipendenti del Comune di Sesto San Giovanni, proclamato dalle rappresentanze sindacali unitarie dei lavoratori.
Il personale, come si legge nei volantini a firma delle sigle sindacali Cgil CislFP Milano, UILFPL, Diccap, Usb, sciopera perché “dopo mesi di richieste solo il giorno 16 giugno il sindaco ha ammesso la volontà del Comune di esternalizzare il servizio del Centro diurno disabili di via Boccaccio”.
“Questo – si legge nel volantino – può essere l’inizio di un processo di esternalizzazione dei servizi del Comune di Sesto San Giovanni (…) queste scelte dell’Amministrazione sono contro gli utenti e i lavoratori e mirano esclusivamente al risparmio economico che, peraltro, fatichiamo davvero a credere possa concretamente conseguirne”.
Sempre lunedì mattina, dalle 8.30, sotto il palazzo comunale di piazza della Resistenza ci sarà anche un presidio del gruppo Le Mamme di Sesto pronte a protestare contro la riorganizzazione dei nidi comunali (proprio in questi giorni il gruppo ha anche lanciato online la petizione “I nidi non si toccano”).
“Già a partire dall’anno scolastico 2014/15 il Comune di Sesto San Giovanni ha disposto l’eliminazione dall’organico dell’educatrice a 24 H – si legge nel volantino diffuso in questi giorni dal gruppo -. Tale provvedimento ha comportato un continuo avvicendamento di supplenti diversi ed il venir meno di momenti educativi fondamentali quali il passaggio alla materna e le gite nonché un maggior carico per le educatrici nel corso di tutto l’anno scolastico, in particolar modo durante l’inserimento dei nuovi piccoli.
A partire dal prossimo anno scolastico sono già in atto ulteriori cambiamenti nel servizio: affiancamento nell’attività di relazione e cura dei bambini, ad oggi totalmente affidata alle educatrici, al personale ausiliario dopo una formazione di 8 + 8 ore (come da bando comunale); obbligo di 1/3 dei bambini iscritti a tempo parziale (fino alle 13.30) con inevitabili disagi per le famiglie; taglio ai servizi di lavanderia, tutto ciò senza la partecipazione ed il coinvolgimento dei genitori, ossia gli utenti, neppure nelle sedi amministrative preposte alla discussione dei temi dell’infanzia quali la Consulta. Quanto è accaduto e sta per accadere, a fronte di rette invariate, è intollerabile e il nostro silenzio di genitori non deve diventare assordante per i nostri figli”.
Leggi la petizione online al link

 

 

 

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