Intenzioni d’acquisto delle automobili, il trend positivo si è interrotto

prestito-acquisto-autoDa sempre i beni più importanti per le famiglie italiane sono state la casa al primo posto e l’automobile subito dopo. Si tratta, più che di beni materiali, di simboli sociali che sanciscono una condizione di appartenenza a un gruppo di riferimento economico nella media, un’identità prettamente tricolore che, negli ultimi anni, ha iniziato a vacillare a causa della crisi. Dopo il boom economico degli anni ’70 il numero delle automobili era salito vertiginosamente e, almeno le utilitarie, erano accessibili praticamente a tutti. Negli ultimi tempi, quelli prima della crisi, anche chi non aveva a disposizione uno stipendio da parlamentare poteva acquistare un’auto grazie ai pagamenti dilazionati, poiché forte di un lavoro a tempo indeterminato, il vecchio “posto fisso” che oggi è sempre più raro.
Dopo la crisi, però, il mercato dell’auto e del mattone hanno iniziato a registrare una sofferenza sempre più pesante. Le case automobilistiche e le concessionarie hanno così ideato piani promozionali come il prestito auto o la valutazione della vecchia automobile per ottenere sconti sul nuovo acquisto, così come l’assicurazione gratuita per un lasso di tempo determinato. Queste manovre sembravano aver sortito il loro effetto, tant’è vero che fino al mese scorso il trend delle vendite, nonché quello delle intenzioni d’acquisto, era assolutamente positivo. Attualmente però la tendenza è cambiata e non riserva certo notizie positive per il comparto del mercato delle auto.
Le intenzioni d’acquisto scendono al 15,7%, questo significa che sono sempre meno le persone che pensano di acquistare nei prossimi tempi un’automobile. Si stima che si spenderanno circa 19.103 euro per le auto nuove e 7.120 euro per quelle usate. Oramai sembra sancito il fatto che gli italiani abbiano altre priorità d’acquisto come i viaggi e il fai da te. Difficile trovare una causa univoca a questa tendenza, sicuramente la pressione fiscale eccessiva, come quella denunciata a Sesto San Giovanni, ha un suo peso sebbene sia una condizione comune a tutto il Paese e che quindi viene registrata a livello nazionale.
Se cala il potere d’acquisto, le priorità si spostano su altri segmenti del mercato. Ma forse non tutti i mali vengono per nuocere, almeno dal punto di vista dell’ambiente, se meno auto acquistate significherà maggior uso dei mezzi pubblici.

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