Local tax, Assoedilizia: occasione per aumentare il carico fiscale sugli immobili?

colomboclerici«Le imposte locali sono destinate a finanziare i servizi comunali. E quindi debbono esser poste a carico, non di chi possiede l’immobile, ma di colui che, occupando lo stesso, consuma in pratica i servizi. Quando fu introdotta l’esenzione ICI per l’abitazione principale in proprietà, per coprirne il mancato gettito, si comincio’ subito a parlare di IMU.
In seguito, dichiaratamente per razionalizzare e semplificare, ma chiaramente nell’ intento di ovviare agli effetti della reintroduzione di quell’esenzione dall’ Imu, si parlò di service tax, poi ancora di Isi-imposta per i servizi indivisibili e di Trise, poi di Tuc, anzi di Iuc.
Infine si arrivò alla Tasi che, definita nella legge genericamente “tributo” per non sbagliare (come se non fidandosi a definirlo uomo o donna si parlasse genericamente di essere umano), evocando nella sigla una tassa pur essendo un’imposta, sarebbe stata in grado di confondere le acque e di far perdere il filo della logica sottostante.
Mai un passaggio migliorativo, per i contribuenti del settore. Anzi, una continua erosione dei margini di economicità per i risparmi investiti in immobili locati o utilizzati direttamente.
C’è dunque il sospetto che la revisione allo studio, con la local tax che dovrebbe sostituire l’Imu, la Tasi e possibilmente altri tributi locali per semplificare e razionalizzare il sistema, sia l’occasione per ritoccare in peggio  la fiscalità immobiliare. Certo, una bella rimescolata di carte può servire a confondere le acque a questi fini.
La vera riforma della local tax dovrebbe viceversa portare, più che all’accorpamento dei diversi tributi esistenti, alla revisione del presupposto impositivo.
Le imposte locali sono destinate a finanziare i servizi comunali. E quindi debbono esser poste a carico non di chi possiede l’immobile, ma di colui che, occupando lo stesso, fruisce in pratica dei servizi stessi.
Questo meccanismo consentirebbe anche una maggior corrispondenza del gettito del tributo all’entita’ del fabbisogno finanziario dei comuni.
Così avviene all’estero, dove, ad esempio in Inghilterra con la Council Tax, si ottengono gettiti fiscali assai congruenti con la spesa pubblica».

Achille Colombo Clerici
presidente di Assoedilizia

 

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