Gli uffici vuoti del LIB

Lettera/ LIB: le cose si complicano e inizia il solito gioco dello scaricabarile

“Chi mi segue già lo sa e già ha letto qualche post su questo luogo, un incubatore che, fra due o tre giorni, chiuderà “definitivamente” i battenti per insipienza, sciatteria e cattiva gestione da parte di molti attori. Non faccio la classifica dei peggiori (anche se la mia ce l’ho), ma, dentro, ci sono: il Comune di Sesto San Giovanni, i comuni di Bresso, Cologno e Cinisello Balsamo, la provincia di Milano, la Banca di Credito Cooperativo di Sesto San Giovanni, la camera di Commercio di Milano, i curatori fallimentari che si sono succeduti, i manager (politici, principalmente, quindi, quasi per definizione, incapaci!) che l’hanno gestito.
Questa cosa non mi andrà mai giù. Soprattutto non mi va giù che non paghi un c…o di nessuno per questo disastro che fa felici soltanto due o tre persone (non contestualizzo ma chi doveva capire ha capito). Ma ricorderò sempre questo esempio di come la politica sia, a tutti gli effetti, tranne casi rarissimi, un Re Mida all’incontrario: trasforma in m…a anche tutto l’oro che trova per strada.
E a nulla vale dire che questa cosa l’aveva costruita la politica; perché tutti sappiamo come è nata e come è stata gestita, anche nei momenti di maggior splendore. Il solito “do ut des” dove gli interessi principali da seguire non sono quasi mai quelli della comunità, bensì quelli della politica stessa. E quando le cose si complicano, tutti scompaiono, e giocano a scaricabarile. Intanto le cose vanno così. Vi metto qualche foto scattata questa mattina, in un LIB ormai deserto, dove sono rimasto quasi solo, per vedere come questa cosa sia, ancora, un piccolo gioiello. Maledetti, non avrete il mio silenzio”.

Graziano Camanzi

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