Lettera/ Degrado urbano: abbiamo il diritto di pretendere una città pulita!

“Via Cavallotti 184, Sesto San Giovanni: così si presentava il marciapiedi prospiciente questo stabile questa mattina, lunedì 23 marzo, alle ore 11,00.
Forse stava per arrivare il Core, ma di sicuro il materasso matrimoniale e alcune cianfrusaglie sono lì da metà settimana scorsa. Delle due l’una: o il Core è in ritardo o i soliti incivili scambiano la pubblica strada come piattaforma ecologica.
Sono una Sestese convinta e nutro per la mia città (dove risiedo dalla nascita) quella condiscendenza che solitamente riserviamo a chi amiamo e di cui siamo pronti ad accettare anche comportamenti non proprio ortodossi.
Ma mi sto stancando. Potrei finire col vergognarmi delle mie origini.
Questa è solo una delle decine di foto che si possono scattare girando per le nostre strade. Perché non gliene frega niente a nessuno del degrado in cui stiamo sprofondando? Perché si vuole fare schifo ad ogni costo? Perché c’è chi stacca l’etichetta dai barattoli dei pelati per differenziare la carta dall’alluminio e c’è chi si arroga il diritto comportarsi da povero mentecatto?
Io e chi la pensa come me abbiamo il diritto di pretendere una città pulita: prima di tutto per noi stessi e poi per dare a chi ci guarda da fuori un’immagine di città civile.
Incrementare la sorveglianza per cogliere sul fatto questi inetti individui e sanzionarli immediatamente forse porterebbe a qualche miglioramento. Colpire la gente in un punto sensibile come il portafoglio a volte può risultare più efficace di prediche e raccomandazioni.
E lo sforzo economico per questo provvedimento si autofinanzierebbe con l’incasso delle multe stesse (che non sarebbero poche, vista la realtà!). Ringrazio per l’attenzione”.

Maria Grazia F.

 

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