‘Giuliana’, nel libro del sestese Giovanni Giudice il racconto di un amore senza tempo

libroGiudiceGiulianaUn amore assoluto. Di quelli che tolgono il fiato, il sonno, ma che non annientano. Anzi fortificano. Perché sano, alimentato dalla giovinezza e dalla passione ma anche dal dialogo profondo tra due anime. E’ questo tipo di amore che Giovanni Giudice racconta nel libro autobiografico “Giuliana”.
Giuliana come il nome della ragazza piena di fascino e di semplicità che Michele (questo il nome scelto da Giudice per il protagonista del libro) incontra in casa di un’amica il 10 maggio 1957.
Un incontro descritto come magico, voluto dal destino. «Michele aveva capito subito che la sua esistenza d’improvviso stava per cambiare. Ha sentito il corpo di lei che fremeva fra le sue braccia, tremava come una bambina e lui, dentro, avvertiva una dolcezza infinita che non sapeva spiegare». Dalla pagina, l’immagine di quel primo intenso ballo insieme emerge vivida, vibrante. Come vibrante è per Michele lo sguardo di Giuliana («Occhi scurissimi con taglio a mandorla su un viso ovale e espressivo»), la donna dalle movenze regali che per quel giovane siciliano vissuto a pochi chilometri dal mare dell’antica Kamarina, appena arrivato a Genova per gli studi universitari di Ingegneria, rappresenta un abbraccio magnetico eppure rassicurante. Giuliana seducente in modo inconsapevole, Giuliana cresciuta troppo in fretta dopo la perdita della madre e dell’amato fratellino Piero, Giuliana devotissima al padre che l’ha cresciuta.
Nelle pagine, in una scrittura forbita e carica di emotività, seguiamo tutte le tappe di un amore dirompente: cinque anni di fidanzamento, ricongiungimenti dolcissimi, le nozze, la nascita di Fabio e Diego, oltre trenta anni di serenità. E poi il destino, questa volta beffardo, reclama un posto in una storia d’amore da film: nella primavera del 1989 la malattia, rapace, si ripresenta nella vita di Giuliana e per Michele inizia un calvario fatto di dolore e impotenza davanti alla sofferenza fisica e spirituale della sua amata («Michele non si dava pace, doveva fare qualcosa prima che gli sfuggisse la situazione di mano»). Da qui la decisione di portarla a Marsiglia da un luminare dell’oncologia, dove Giuliana viene sottoposta ad una delicata operazione alla colonna vertebrale. E quei mesi in più che l’intervento le donano sono per Michele una gioia e una sofferenza fortissima perché gli è sempre più chiaro che l’anima della sua amata sta preparandosi ad un viaggio in cui lui non potrà più accompagnarla.
E qui ci fermiamo, perché le pagine che seguono sono un addio commosso e ispirato. Un passaggio in cui il lettore viene guidato con pudore e sensibilità dall’autore. E’ un po’ come essere con Michele e Giuliana nella loro stanza immersa nel buio della notte, ad ascoltarli ripercorrere i momenti della loro felicità: i luoghi del loro amore, l’adorata Genova, la gelosia di Michele, il loro vivere insieme.
Gioia e sofferenza si rincorrono in un libro che si legge tutto d’un fiato e che rappresenta una dedica ad una donna che, come scrive Giudice nella nota dell’autore “ha insegnato al mio spirito come si fa ad amare”.

L’autore
. Giovanni Giudice lascia la Sicilia ancora giovane per continuare gli studi universitari a Genova. Già collaboratore di quotidiani e riviste letterarie è stato membro di commissioni in concorsi di poesia dialettale. Nel 1974 riceve l’onorificenza di Cavaliere Ufficiale dell’ordine al Merito della Repubblica italiana.
Sposato con Sara, madre delle sue due adorate figlie, conserva nel cuore il ricordo di Giuliana. «La mia Sara – rivela Giudice – è stata una delle prime persone a cui ho fatto leggere il libro prima della pubblicazione. E quando ci siamo sposati i miei primi figli hanno fatto da testimoni».
Una famiglia profondamente legata e unita, ancora una volta, nel nome di Giuliana.
E’ possibile richiedere la copia di “Giuliana” di Giovanni Giudice presso la libreria Tarantola di Sesto San Giovanni (Sesto Rondò). Per commenti e informazioni: giudice.gisa@fastwebnet.it 

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